Azzate
Silvia Priori porta a Concesio lo spettacolo “Butterfly”
Sabato 28 novembre l’Auditorium di Sant’Andrea a Concesio ospita la rilettura teatrale e lirica del capolavoro pucciniano con l’interpretazione di Silvia Priori e del soprano Kaoru Saito
Sabato 28 novembre, l’Auditorium di Sant’Andrea a Concesio ospiterà lo spettacolo teatrale “Butterfly”, una rilettura intensa della celebre tragedia giapponese firmata da Silvia Priori, con la partecipazione straordinaria del soprano giapponese Kaoru Saito.
La tragedia di Madama Butterfly sul palco
Lo spettacolo porta in scena una delle storie d’amore e di sofferenza più toccanti della storia del teatro musicale. Al centro della vicenda c’è la figura di Cio-Cio-San, la giovane geisha di Nagasaki che si innamora perdutamente del tenente della marina statunitense Pinkerton, andando incontro a un destino tragico segnato dall’attesa e dall’abbandono.
Un sodalizio tra prosa e canto lirico
La produzione vede protagonista assoluta Silvia Priori, autrice e interprete dell’opera, capace di fondere il linguaggio della prosa con le atmosfere e le arie immortali di Puccini. A dare voce e corpo alla dimensione lirica sarà la presenza del soprano Kaoru Saito, la cui interpretazione aggiunge un tocco di autenticità ed emozione al racconto scenico.
Un appuntamento serale all’Auditorium
La rappresentazione prenderà il via alle ore 21.00 nella cornice dell’Auditorium di Sant’Andrea a Concesio. L’evento si preannuncia come un’occasione preziosa per tutti gli appassionati di teatro d’opera e per il pubblico desideroso di approfondire un classico della drammaturgia in una forma scenica originale e coinvolgente.
Butterfly è una storia d’ amore giapponese. Una delle storie d’amore più profonde che mai siano state concepite. Amore sensuale, erotico ma sublime. Butterfly è una geisha, un’artista del mondo che fluttua, canta, danza e vi intrattiene. Il resto è ombra, il resto è segreto. Raccontiamo la vicenda intima di Butterfly, la sua carica emotiva, la sua purezza, e la sua instancabile attesa in un’atmosfera esotica. La sua solitudine è l’alcova per sognare il desiderato incontro con il suo amato, una Penelope orientale che tesse le trame di un amore infinito, fedele, devoto, che va oltre se stessa. Cio-cio-san, si veste di speranza e aspetta. Aspetta il ritorno del suo amato.
E’ capace di aspettare e la sua attesa è intrisa di gioia, di ingenue aspettative, di sogni a colori, di incontri che mai si avverranno, di abbracci e di desideri. Ha fiducia, ed è convinta che la sua attesa si possa volgere in gioia nel momento in cui il pennacchio di una nave, un fil di fumo, dividerà in due l’orizzonte del mare di Nagasaki. La nostra Butterfly è la celebrazione della speranza sul confine fra realtà e illusione, dell’affetto materno fino a giungere all’ autoeliminazione per la felicità altrui.
Celebriamo 20 anni di storia
Terra e Laghi, il Festival teatrale itinerante che attraversa l’area insubrica, celebra quest’anno due decenni di attività con “Geografie del possibile”, il tema della ventesima edizione che si svolgerà da maggio a novembre.
Vent’anni di teatro diffuso sul territorio, 44 comuni coinvolti, 85 spettacoli distribuiti nell’arco di sette mesi tra maggio e novembre, e un pubblico che nel corso delle edizioni ha sfiorato le 300mila presenze.
«Celebriamo vent’anni di storia, di incontri, condivisioni e forti emozioni. Celebriamo l’arte, il teatro e il territorio che la ospita, un territorio che è al margine, che è confine, che è spesso dormitorio, che è dimenticato – ha spiegato Silvia Priori, direttrice artistica del festival – Terra e Laghi ha trasformato la geografia in una drammaturgia in cui i confini non sono barriere ma possibilità, in cui le distanze diventano incontro. Nei confini si impara a guardare oltre. Nelle periferie si custodisce il bisogno più urgente di comunità. Nei luoghi dimenticati si accende la scintilla del possibile».
Da dieci comuni a una rete internazionale
Il festival, che coinvolge comuni della Lombardia, del Piemonte, del Canton Ticino e della Macroregione alpina, si distingue per la capacità di tessere una rete capillare tra amministrazioni locali, istituzioni e associazioni culturali, portando spettacoli anche nei borghi più piccoli del territorio. Nato come progetto tra dieci comuni dell’Insubria, è oggi un network internazionale che coinvolge oltre cento enti pubblici e privati.
L’orgoglio di Regione Lombardia
«Siete riusciti in questi vent’anni a creare una rete importante che ha coinvolto comuni, reti istituzionali e associazioni non solo in Lombardia ma anche in Svizzera e in altri territori europei – ha detto Francesca Caruso, definendo il Festival – uno dei festival più estesi e significativi dell’area alpina. Un motivo di orgoglio e valorizzazione della nostra terra che ha raggiunto un numero importante di spettatori, quasi 300mila».
La cultura non è un lusso
“La cultura non è un lusso, né un ornamento, ma una necessità – sostiene Silvia Priori – che andrebbe insegnata nelle scuole alla pari della matematica.”
Fondamentale per il festival il sostegno delle istituzioni: Ministero della Cultura, Regione Lombardia, Regio Insubrica, Fondazione Cariplo, Fondazione Comunitaria del Varesotto, oltre ai 39 Comuni dell’Insubria e ai 5 Comuni della Macroregione Alpina. Un riconoscimento particolare va a Teatro Blu, che dal 2021 è una delle poche compagnie lombarde riconosciute dal Ministero come Impresa di produzione teatrale nel campo della ricerca e dell’innovazione.

