I frontalieri lombardi saranno pagati da Berna

Un tavolo tra Lombardia e Svizzera su lavoro e grandi opere. Comi (Pdl): «Ristorni nel rispetto di un accordo siglato nel 1974 tra i due stati. Il Canton Ticino non si faccia incanatre da pifferai magici»

«Il dialogo è sempre il sistema migliore. E l’apertura del Tavolo Lombardia-Ticino è uno strumento utile. Ed è l’approdo di un gioco di squadra del Pdl. Cominciato con il consigliere regionale Rienzo Azzi promotore di due mozioni presso il Consiglio regionale della Regione Lombardia che chiedevano di attivarsi in merito alla questione. E proseguito con il coinvolgimento del consigliere Giorgio Puricelli e dell’assessore Raffaele Cattaneo. Se il Canton Ticino continuerà il blocco, 23 milioni  di imposta sul reddito dei frontalieri 2010 congelati, e si renderà insolvente, Roma si rivarrà su Berna. Che ha già garantito il pagamento. Perché gli accordi sono stati stipulati nel 1974 tra Italia e Svizzera. E pacta sunt servanda».
Lo afferma il vice coordinatore lombardo del Pdl ed europarlamentare Lara Comi in merito alla questione dei ristorni fiscali che è stata oggetto di approfondimento nell’incontro svoltosi a Bellinzona tra gli uffici di presidenza del Consiglio regionale della Lombardia e del Parlanento Ticinese.
«Con il Canton Ticino – sottolinea Comi – i rapporti sono sempre stati buoni. E non devono essere incrinati da assurde discriminazioni contro 51 mila frontalieri lombardi che portano benessere anche a Bellinzona e dintorni. Una manodopera cercata dai ticinesi che evidentemente gradiscono la professionalità lombarda. Questa prova di forza, che va a danno dei Comuni di confine della provincia di Varese, Como, Sondrio, è inutile. Mi auguro pertanto che il Canton Ticino non si faccia incantare da ‘pifferai magici’ e dalle loro campagne aggressive contro i lavoratori italiani. La questione frontalieri non può essere usata come arma di ricatto».

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Pubblicato il 21 Settembre 2011
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