Varese “riciclona”, ma senza eccellenze
Nel rapporto 2010 di Legambiente sulla gestione dei rifiuti urbani la nostra provincia non ottiene mai il podio. I comuni che riciclano sono però l'86 per cento il totale
Nessun podio e sedici comuni in tutto fra i primi cinquanta classificati. Non ci sono medaglie insomma per la provincia di Varese nella classifica dei Comuni Ricicloni 2010 di Legambiente presentata a Milano. La nostra provincia vanta comunque l’85 per cento di comuni ricicloni (121 su 141) ed è seconda solo a Monza Brianza.
Comuni sopra 10mila abitanti (primi cinquanta posti) – Se il vincitore assoluto del 2010 è Roverbella (Mantova) con un indice di gestione del 78,47 per cento, fra i grandi comuni il migliore risulta Travagliato (Brescia) con il 75,72 per cento. La prima città varesina in classifica, al quarto posto, è Saronno con il 71,10 per cento. Seguono Tradate (7°, 68,5%), Cassano Magnago (11°, 64,77%), Sesto Calende (13°, 63,41%), Gallarate (14°, 63,19%), Fagnano Olona (21°, 61,06%), Cardano al Campo (26°, 60,21%), Malnate (43°, 57,05%), Uboldo (48°, 56,05%) e Samarate (50°, 55,92%).
Posizionamenti molto diversi rispetti a quelli della scorsa edizione, che vedevano come prima varesina Cassano Magnago al 37esimo posto con il 76,04 per cento.
Comuni sotto 10mila abitanti (primi cinquanta posti) – Sono invece sei i piccoli comuni varesini presenti in classifica. Al ventesimo posto c’è Monvalle con un indice del 71,12 per cento (il primo della classifica è Roverbella, 78,47%). Al 26esimo post Travedona Monate (70,69%), Sangiano (70,10%), Besnate (69,37%), Osmate (69,25%) e Leggiuno (68,56%).
A livello provinciale, Varese è seconda solo a Milano nel numero di distributori di latte crudo (70), mentre Legambiente ha rilevato solo cinque "case dell’acqua" (solo Brescia e Milano si distinguono con 62 e 68).
Legambiente mette infine in luce il progetto "Ecobebè" avviato in provincia di Varese nei comuni di Brebbia e Casorate Sempione. Si tratta di un’iniziativa per la distribuzione gratuita du kit con pannolini lavabili e riutilizzabili alle famigle dei nuovi nati. L’obiettivo è sensibilizzare le persone a sostituire un prodotto usa e getta, conseguendo vantaggi economici (risparmio di oltre 1000 euro per ogni bambino) e ambientali (i pannolini rappresentano il 5% dei irfiuti urbani domestici).
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