Prof e ricercatori dell’Insubria bocciano la manovra
"Vessatoria e iniqua", convocata un'assemblea per discutere gli effetti del provvedimento sul mondo accademico dal personale agli studenti
Dalle regioni all’Università: la protesta contro la manovra coinvolge anche l’Insubria nelle sue sedi di Como e Varese. La Libera associazione dei professori e dei ricercatori ha infatti organizzato per domani, martedì 6 luglio, un’assemblea di ateneo per discutere gli effetti del provvedimento del governo sul sistema universitario. L’iniziativa è in programma alle 16.30 nell’aula magna di Via Dunant a Varese e nell’aula magna di Via Valleggio a Como. Le associazioni e i sindacati del mondo accademico inoltre hanno indetto dal 5 al 9 luglio una settimana nazionale di mobilitazione contro la manovra finanziaria e contro il DdL Tremonti-Gelmini.
Pubblichiamo il testo di presentazione dell’assemblea:
La manovra finanziaria attuata con il Decreto Legge 31 maggio 2010, n.78 "Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica", attualmente in discussione in Parlamento, prevede numerose misure vessatorie per l’università e la ricerca, tra cui:
– la cancellazione degli scatti stipendiali e l’annullamento degli aggiornamenti annualmente riconosciuti in base ai calcoli ISTAT per i professori e i ricercatori, per un triennio e senza possibilità di recupero;
– il blocco dei rinnovi contrattuali per il personale amministrativo e tecnico, per un triennio 2010/2012 e senza possibilità di recupero;
– un ulteriore blocco delle assunzioni a seguito di cessazione dal servizio (turn over);
– la riduzione dei fondi per la formazione e delle spese per le missioni;
– il blocco delle progressioni di carriera ai fini economici per un triennio, l’incremento per le dipendenti pubbliche del limite di età per la pensione di vecchiaia a 65 anni, il prolungamento della decorrenza per la liquidazione delle pensioni, la rateizzazione della buonuscita, e una molteplicità di interventi che nel complesso indurranno coloro che ne hanno la possibilità ad anticipare il proprio pensionamento.
Questi provvedimenti appaiono obiettivamente vessatori e iniqui, dal momento che impongono alla pubblica amministrazione e in particolare all’università un sacrificio senza precedenti e soprattutto senza pari a confronto degli altri settori dello stato e della società, e – come non bastasse – senza apprezzabili benefici per i conti pubblici.
Oltre tutto, essi si sommano ai tagli al fondo di funzionamento delle università e alle altre previsioni introdotte con la legge 133/2008, creando una situazione di fatto insostenibile. Il clima è reso ancor più pesante dalla discussione in atto sul DdL 1905 (cd. Tremonti-Gelmini) di riforma dell’università pubblica, che contiene norme gravemente lesive per l’università e in particolar modo per i ricercatori universitari e costituisce di fatto una restaurazione della vecchia università baronale.
Tutte le associazioni e i sindacati dell’università hanno indetto dal 5 al 9 luglio una settimana nazionale di mobilitazione contro la manovra finanziaria e contro il DdL Tremonti-Gelmini.
Per avere l’opportunità di discutere ed informarsi sulla situazione e le sue conseguenze è indetta una assemblea generale di ateneo – martedì 6 luglio 2010, ore 16:30 presso l’Aula Magna di Via H. Dunant n. 3, Varese e l’Aula Magna di Via Valleggio, Como (in collegamento in videoconferenza) aperta a tutte le componenti dell’Università, nella quale verranno discussi lo stato della protesta e della mobilitazione a livello locale e nazionale, le richieste da formulare al ministero e ai parlamentari, le iniziative di supporto da intraprendere nei prossimi giorni e il coordinamento tra le varie componenti universitarie.
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