Colombo, sindaco di Daverio: “Il lago balneabile mi fa tornare bambino, ma il suo futuro è nello sport”
Conversazione con Marco Colombo, sindaco di uno dei due comuni dell'Associazione Comuni Rivieraschi che non ha un vero sbocco al lago, insieme ad Inarzo

E’ uno dei tre paesi che fanno parte dell’Associazione Comuni Rivieraschi che non ha un vero sbocco al lago, insieme ad Inarzo e a Casciago: ma il comune di Daverio è e si sente parte integrante di questo processo e vive insieme alle realtà limitrofe il grande evento del ritorno alla balneabilità del lago di Varese.
Anche perché ha un sindaco che ha dei vivi ricordi a questo proposito: «Quello del 2 luglio è un momento che mi riporta a quand’ero bambino – spiega infatti Marco Colombo, sindaco di Daverio – L’ultimo tuffo lo ricordo al largo del lido di Gavirate, eravamo su una piccola barca a motore da 25 cavalli chiamata “Surba” (“risucchio”), un nome che faceva ridere tutti. Sono bei ricordi di 44 anni fa. Poco dopo, la balneazione è stata vietata».
Cosa si aspetta da questa storica decisione?
«Spero sia funzionale a una balneabilità popolare, a prescindere dal turismo. Tornare a vivere il lago serve innanzitutto “agli indigeni”, anche se ci vorrà molta più attenzione del passato. E in generale non è tanto il turismo balneare che può attrarre gente al lago, quanto la possibilità di viverlo. Quella del lago di Varese è un acqua, pesante e ferma, che si presta agli sport acquatici come il canottaggio. Il punto più importante quindi è investire nello sport, utilizzarlo come campo di gara e allenamento per le società sportive. Questo ha già permesso a Schiranna e Gavirate di rappresentare un appeal anche internazionale, e questa è la via da perseguire».
Niente tuffo per lei quindi?
«A me non piacciono molto gli interventi pubblicitari preelettorali, ma la continuità: le idee devono avere lungimiranza. Un tuffo lo farò anche io magari prima o poi, ma quello non è l’obiettivo primario. L’obiettivo è mantenere il lago in queste condizioni e magari migliorarlo nel tempo. Madre natura ci ha dato un lago così, noi abbiamo saputo fare il peggio, spero che la politica possa risolvere la questione a lungo termine, anche se sono sempre scettico».
C’è qualcosa che Daverio sta facendo in vista della balneabilità del lago?
«Finché non conquisteremo Galliate, avremo poco da fare (dice ridendo, ndr): la verità è che io sostengo la possibilità di una aggregazione di comuni tra Crosio, Daverio e Galliate e questo permetterebbe anche un pezzo di sponda condiviso in questo comune nella Valbossa. Fuori dagli scherzi, noi nel lago innanzitutto sporchiamo: quindi l’attenzione massima del Comune nell’ottica del lago va ai collettori e depuratori. Il nostro problema è non creare criticità, e per questo lavoriamo incessantemente con Alfa».
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