Per gli artigiani un “miglioramento fragile”
Il questionario di rilevazione della percezione della crisi di CNA: il secondo del 2010 e l’ottavo dall’inizio della congiuntura negativa. Debole ancora la crescita, ma aumentano gli ottimisti. Critiche alle istituzioni
Tra la fine del mese di aprile e l’inizio di maggio CNA Varese ha riproposto alle imprese associate un nuovo questionario di rilevazione della percezione della crisi, il secondo del 2010 e l’ottavo dall’inizio della congiuntura negativa.
Le risposte pervenute restituiscono, nel complesso, il senso di un miglioramento della situazione ancora fragile, incerto e disomogeneo. Solo il 10 % delle imprese registra una ripresa decisa, mentre il 40% rileva una crescita debole e quasi un imprenditore su cinque lamenta addirittura un ulteriore peggioramento.
Alle imprese è stato poi chiesto quali soggetti avessero visto come più vicini nel periodo della crisi. Il risultato dovrebbe costituire elemento di riflessione: difatti, se oltre 4 imprese su 10 dicono di essersela cavata da soli e una su tre riconosce il ruolo importante delle associazioni di rappresentanza, è di sicuro sorprendente il fatto che l’apprezzamento nei confronti del sistema bancario, anche se basso in assoluto (poco meno del 17%), sia di molto superiore a quello riservato a Istituzioni e Camera di Commercio, alle quali solo un misero 8% delle risposte riconosce dei meriti.
Nella definizione delle priorità di intervento prevale – ed è una costante – la richiesta di riduzione delle tasse ma le imprese attribuiscono molta importanza anche all’esigenza di avviare una decisa politica di sviluppo. Per la prima volta nelle rilevazioni è stata sottoposta alle imprese associate una questione interna al sistema C.N.A., cioè la scelta della politica sindacale da privilegiare nell’attività associativa: le risposte pervenute ripropongono il tema fiscale come prioritario, dal momento che il 40% delle imprese ritiene importante insistere sulla richiesta di moratoria nell’applicazione degli studi di settore, ma un buon 30% apprezza interventi come l’Operazione Primavera o Mech Net e ritiene siano queste le attività alle quali prestare maggiore attenzione.
Infine, ed è un dato importante alla luce della tendenza registrata nella precedente rilevazione, risale la fiducia verso il futuro: ottimisti e fiduciosi tornano a prevalere, con il 68%, su sfiduciati e pessimisti. E i pessimisti scendono dal 20% di fine gennario all’11 % di fine Aprile.
«Ancora una volta i dati raccolti forniscono degli elementi di valutazione importanti e il fatto che sia cresciuto il numero delle imprese che registrano miglioramenti e che stia risalendo la fiducia costituisce una buona base di partenza per avviare politiche serie per la ripresa – commenta Franco Orsi (foto)presidente di Cna Varese Ticino Olona -. Ora la responsabilità delle decisioni concrete da assumere passa alle Istituzioni ed alla politica, oltre che alle Associazioni di rappresentanza. E’ bene che tutti ci si faccia carico di quanto emerso e ci si chieda cosa è possibile fare per evitare che quattro imprenditori su dieci se la debbano cavare da soli e, in questa logica e tenendo conto del patrimonio costituito dai tre anni di tranquillità elettorale che ci aspettano, è opportuno impostare azioni concrete per lo sviluppo dell’economia e per la riduzione della pressione fiscale».
«Come sistema associativo – ha concluso Orsi – faremo con convinzione la nostra parte lavorando per misure di sostegno alle imprese ancora in difficoltà e di stimolo per quelle che sembrano aver imboccato la via delle ripresa e, dal momento che la riteniamo strategica, per arrivare quanto prima all’unità di rappresentanza delle Associazioni».
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