Casciago celebra il “suo” Dante Isella nel centenario della nascita
Mattinata dedicata al critico letterario, filologo e accademico italiano nato a Varese nel 1922 e morto nel 2007 che ha vissuto a Casciago dal 1962: "Un onore e un dovere morale, civico e culturale per noi", ha commentato il sindaco Mirko Reto

«Una mattinata per ricordare un grande uomo di Casciago che ha lasciato la sua impronta nel paese dove ha scelto di vivere e portare avanti la sua opera di cultura». Con queste parole il sindaco di Casciago Mirko Reto ha voluto dare il via alla giornata dedicata a Dante Isella, critico letterario, filologo e accademico italiano nato a Varese nel 1922 e morto nel 2007, nel centenario della nascita.
Dal 1962 Isella ha scelto di vivere a Casciago, in un cascinale ristrutturato e rimesso a nuovo in via Isonzo: “Ho scelto di vivere in questa quiete meravigliosa di alberi e di laghi che è la località dove sto, e che è Casciago, Cas-ciac” scriveva Isella.
All’evento, patrocinato dal Comune e organizzato dallo stesso Reto e da Fabio Sartorelli, anche lui casciaghese, insegnante di storia della musica al Conservatorio Verdi di Milano e di Guida all’ascolto dell’opera lirica e del balletto all’Accademia del Teatro alla Scala di Milano, ha partecipato la figlia di Isella insieme ad un nutrito pubblico che ha riempito la splendida Sala dei Papi dell’altrettanto bella Villa Castelbarco, sede del Comune di Casciago.
Dopo i saluti iniziali dell’amministrazione comunale, la parola è passata al professor Fabio Minazzi, docente di Storia ordinario di Filosofia teoretica dell’Università degli Studi dell’Insubria, è direttore scientifico del Centro Internazionale Insubrico “C. Cattaneo” e “G. Preti”, che ha ricordato la figura di Dante Isella, uomo di cultura apprezzato non solo in Italia, ma anche nella vicina Svizzera e in buona parte d’Europa.
«Isella è un’eccellenza di Casciago – ha detto ancora il sindaco Reto -. Ricordarlo qui dove ha vissuto per tanti anni era un dovere morale, civico e culturale. Amava Casciago, amava il territorio lombardo, la sua lingua e la sua cultura, è un grande del passato da celebrare. Averlo potuto fare nel centenario della sua nascita è stato un onore per noi».
A deliziare i presenti il volino di Tiziano Giudice e un libro sull’opera di Isella e sulla sua vita.
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