Pugni in faccia e palpeggiamenti in auto fra Bedero e Induno: lei si salva chiamando il 112
I fatti avvenuti due anni fa e ora giunti dinanzi al giudice per l’udienza preliminare di Varese. Il reato contestato è quello di tentata violenza sessuale e lesioni

Palpeggiamenti in auto. Violenta reazione dell’uomo alla guida, che per farla tacere le dà un pugno in faccia. I fatti risalgono all’inverno del 2021 e da tempo sono arrivati in tribunale a Varese dove il giudice per l’udienza preliminare dovrà decidere se rinviare o meno a giudizio un uomo accusato di tentata violenza sessuale e lesioni. Un episodio legato a quanto pare ad un passaggio in auto dato dall’uomo accusato dei due pesanti reati, fra i paesi di Bedero Valcuvia e Induno Olona: secondo l’accusa, solo attraverso la prontezza d’animo della donna che è riuscita a telefonare ai carabinieri il più pesante degli illeciti penali, quello relativo alla «violenza sessuale», risulta solo tentato mentre l’altro, le «lesioni», sono aggravate dal fatto che l’uomo avrebbe con la violenza cercato di evitare che quanto stava accadendo in quel veicolo venisse in qualche modo esternato ai figli della stessa vittima (non riuscita a parlare coi parenti, ma a comporre il 112). Un episodio sul quale i giudici, in caso di rinvio a giudizio, dovranno fare chiarezza.
Dalla ricostruzione proposta dagli inquirenti il fatto sarebbe avvenuto il 6 dicembre 2021: non è chiaro se le due persone si conoscessero, e a che tutolo la vittima fosse nell’auto dell’indagato. Sta di fatto che nel corso di un passaggio l’uomo avrebbe preteso di toccare la passeggera nelle parti intime, e al tentativo della trasportata di chiamare aiuto – di telefonare – l’aggressore l’avrebbe raggiunta con un pugno al volto prendendola per i capelli e spingendole la faccia contro il finestrino oltre a morderla; fatti, questi ultimi, che hanno lasciato “il segno”, con ferite giudicate guaribili dai sanitari in 15 giorni.
La violenza sessuale come si accennava sarebbe da ritenersi solo «tentata» (anche se i soli palpeggiamenti ritrano a pieno titolo fra le ipotesi che la giurisprudenza imputa a violenza sessuale) dal momento che l’intervento dei carabinieri avrebbe fatto desistere l’uomo, 46 anni peraltro afflitto da una recidiva infraquinquiennale, che per il Codice aggrava la sua posizione. La prognosi della vittima è stata certificata da referti medici al pronto soccorso. L’udienza finanzia al “gap“ di Varese Alessandro Chionna è stata aggiornata al 25 gennaio prossimo, quando forse si saprà se l’uomo verrà o meno rinviato a giudizio per i fatti contestati.
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