Tagli nella scuola: 89 le maestre che perderanno il posto
Il direttore dell'Ufficio scolastico Merletti commenta la riduzione degli organici nella primaria. Critico lo Snals. La Cgil chiederà a breve un incontro con il provveditore
Saranno 89 i maestri di scuola primaria che a settembre non troveranno più una classe. L’annuncio è stato dato dal dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Claudio Merletti: «Dopo una concertazione con i sindacati, sono stati decisi i tagli a livello provinciale. Tutto sommato sono soddisfatto della situazione del nostro territorio dove sono state smentite le voce più pessimistiche. Devo, inoltre, aggiungere che, considerando i pensionamenti, nessun avente diritto perderà la cattedra».
A giugno, infatti, gli insegnanti che andranno in pensione saranno 115 a cui si aggiungono 15 part time.
La scure dei tagli decisi a Roma sulla scuola, e che in Lombardia riguarda 696 figure, nella sola primaria interesserà, dunque, poco meno di 90 maestre: « Il tempo pieno assicurato quest’anno sarà garantito anche per il prossimo – dichiara il dottor Merletti – stiamo valutando la possibilità di estenderlo ulteriomente per soddisfare le nuove richieste».
Da settembre, dunque, al suono della campanella si dovrebbero ritrovare i volti "noti", a parte i maestri che si congederanno definitivamente il 12 giugno prossimo. « I dati ufficiali che abbiamo in mano noi – dice Riccardo Parisi, della Cgil scuola – ci dicono che a livello regionale a fronte di un aumento di 11 mila alunni si tagliano i posti di lavoro e questo in scala avverrà anche a Varese. È chiaro che viene penalizzata l’offerta formativa e soprattutto in questo modo non vengono soddisfatte le richieste delle famiglie. Nei prossimi giorni chiederemo un incontro con il provveditore».
«Questa lettura non ci convince per nulla – commenta Francesco Attanasio, dello Snals – La concertazione non è stata trasparente e siamo convinti che i numeri presentati non siano reali. Dal conteggio, inoltre, mancherebbero tutti i colleghi a contratto fino a giugno. Per loro si chiuderanno le porte. Inoltre, temiano che non ci saranno i tradizionali aggiustamenti con gli "organici di fatto" per cui la situazione a settembre rischia di diventare anche più grave».
All’apertura dell’anno scolastico 2009-2010, quindi, si riprende con un centinaio di docenti della primaria in meno. Dal 2010, però, a rischiare saranno le scuole più piccole: « Dal prossimo anno scompariranno tutti i plessi con meno di cinquanta iscritti – ricorda Claudio Merletti – abbiamo già fatto una ricognizione delle situazioni in provincia. Abbiamo un anno di tempo per confrontarci con gli enti locali e arrivare ad individuare le realtà non più sostenibili».
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