Cotani: “Non mi era mai successo in carriera”
Il "gladiatore" è l'eroe per caso della serata: «Ho avuto un culo pazzesco». Pillastrini: «Ora si va a Pavia, il rischio è il rilassamento»
«Cotani ti amo». L’urlo di Jack Galanda è rivolto all’eroe della serata, Simone Cotani. Il “gladiatore”, come lo chiama la curva nord, entra negli spogliatoi e tira una manata alla porta. Quella stessa mano che ha garantito i tre punti e il pareggio allo scadere, dando a Varese il tempo supplementare.
«Una cosa del genere non mi era mai capitata in carriera» dice Cotani. Ma“Il gladiatore” sa anche che il destino toglie e il destino dà. «Ho avuto un culo pazzesco, perché allo scadere pensavo facessero fallo. Quando ho visto che invece nessuno interveniva l’ho messa dentro. D’altronde a Venezia avevo sbagliato io. Comunque, il nostro uomo in più in campo è stato il pubblico. Ho visto che mi hanno raffigurato come il gladiatore, magari avessi quel fisico».
Stefano Pillastrini sembra uscito da una apnea. Prima di iniziare a parlare deve prendere fiato, tanto fiato. E nonostante l’aria compassata, è stremato più dei suoi giocatori. «Dedichiamo questa vittoria al nostro sponsor Cimberio – dice subito dopo la gara – . Era a una festa di compleanno, ma mi hanno detto che era sulle spine e chiedeva il risultato ad ogni istante. È stata una partita difficile fin dall’inizio: loro non sbagliavano niente e facevano canestri difficili. La svolta della partita è stata nell’ultimo quarto, quando abbiamo mantenuto una difesa intensissima, mentre a loro non riusciva più nulla. Poi sul finale ci sono stati quei due episodi: il fallo intenzionale di Passera e il tiro sotto canestro di Jack che non è entrato dopo due giri sul ferro. Siamo stati bravi a portare a casa i due punti».
Il coach boiancorosso è orgoglioso, soprattutto del carattere mostrato dai suoi giocatori: «Per recuperare diciotto punti contro una squadra come Jesi ci vogliono forza e determinazione. Anche nel momento più difficile, nessuno ha mai rimproverato al compagno di squadra per gli errori o fatto gesti di disappunto. Pensate a Gergati. È stato in panchina per quasi 25 minuti di fila. Poi, appena è entrato, ha conquistato un palla e messo dentro due liberi. Insomma, a parte Cotani che è stato sopra le righe, ciascuno ha fatto quello che doveva fare. Dopo questa vittoria sarà durissima perché ci aspetta Pavia e il rischio di rilassarsi è molto alto».
Andrea Zanchi, coach dello Jesi, non è deluso e nemmeno arrabbiato. Per quasi tutta la partita ha accarezzato il sogno di espugnare Varese. «Abbiamo giocato un grande basket, un basket di squadra. L’errore di Damien Ryan, a pochi secondi dalla fine, ci sta anche per uno come lui che è una macchina da canestro, uno che può tirare da metà campo e di tacco. Forse il mancato fallo su Cotani, dipende dal fatto che i miei giocatori sono rimasti impietriti, perché proprio non se l’aspettavano il doppio errore di Damien. Di questa sconfitta ci deve rimanere solo ciò che è positivo, l’energia vera. Venire a Varese e vincere non era facile e alla fine credo che se avessimo vinto, l’avremmo anche meritato».
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