Gaviraghi: “Serviva una voce fuori dal coro”

L'ex assessore torna sulla vicenda del piano di diritto allo studio e controreplica al sindaco Quadrio

Nuova tappa nella polemica aperta tra l’ex assessore alla Pubblica Istruzione di Casorate Sempione Rita Gaviraghi e la giunta guidata da Pinuccia Quadrio.

Dopo il botta e risposta sul piano di diritto allo studio, col voto contrario e le dimissioni della Gaviraghi e la spiegazione della posizione dell’amministrazione comunale, l’ex assessore rincara la dose: «Apprendo con soddisfazione dal comunicato del sindaco che tutti i consueti impegni (ivi compresi quelli di natura culturale) che il piano di Diritto allo Studio ha previsto in passato per le scuole del nostro Comune, saranno mantenuti anche per il 2008/2009 – spiega in una nota Rita Gaviraghi -. E ciò anche per attività non menzionate esplicitamente ed evidentemente sottintese, che, nonostante l’attenta lettura del Piano effettuata dalla sottoscritta nei giorni precedenti la seduta, non comparivano. Il piano è così chiaramente redatto che al momento della votazione dello stesso la minoranza ha abbandonato l’aula dichiarando di non capire più neppure quale dei tre documenti (grafici esclusi) si stesse votando e per quali cifre ci si stesse impegnando. Per la presentazione del corposo documento sono risultati necessari gli interventi di due funzionari comunali oltre che del segretario, interpellato in extremis: segno che non era solo la sottoscritta a trovare poco convincente l’analisi di quelle pagine. Io ho infine dichiarato in seduta di avere pronti alcuni emendamenti, frutto della sua personale analisi del documento e prodotti a scopo migliorativo dello stesso: nonostante le richieste della minoranza e nonostante il regolamento del consiglio comunale preveda la possibilità di emendare le delibere seduta stante, essi sono stati volutamente trascurati e neppure discussi – aggiunge la Gaviraghi -. Poichè, infine, il desiderio delle persone coinvolte nella vicenda è senz’altro quello di ben operare a favore della collettività e soprattutto della scuola, resta la soddisfazione di aver mostrato i punti critici di una questione delicata e di un documento importantantissimo su cui ora tutti (indipendentemente dal partito o dallo schieramento politico di appartenenza) vigileremo al fine di vederne la perfetta applicazione. In tal senso, era necessario che qualcuno compisse il sacrificio e levasse una voce fuori dal coro».

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Pubblicato il 03 Novembre 2008
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