Come potrà essere il nuovo piano di Alitalia
Nuovi aerei, più ore di volo, il nodo esuberi, Malpensa e Fumicino, alleanze internazionali: gli argomenti sul piatto della nuova compagnia tricolore
Il piano industriale della nuova Alitalia sarà presentato giovedì 4 settembre. Le indiscrezioni circolano da giorni. Vediamo quali potrebbero essere i cardini del nuovo vettore.
Bad e new company. Innanzitutto ci sarà la divisione tra una parte “buona” ed una “cattiva” di quel che resta di Alitalia, sostanzialmente fallita e affidata al commissario straordinario Augusto Fantozzi. Marchio e attività della compagnia italiana fusa con AirOne passeranno, dopo la valutazione degli esperti nominati dal ministro Scajola, alla nuova società presieduta da Roberto Colaninno. I debiti, tanti, resteranno al commissario, che dovrà liquidare fornitori, azionisti e creditori e stabilire cosa potrà essere salvato e cosa no. Per quanto riguarda gli esuberi (le ultime ne contano 4500, ma sono numeri in continua e perenne evoluzione) sarà il confronto con i sindacati, che si annuncia tutt’altro che rilassato, a chiarire la situazione: il governo ha annunciato ammortizzatori sociali per sette anni (4 di cassa integrazione e 3 di mobilità) per tutti i dipendenti in esubero.
Fino al 2013. Gli imprenditori che “acquisteranno” Alitalia dovranno restare in sella per almeno cinque anni e avranno la possibilità di vendere al miglior offerente o tenere la compagnia proprio alla vigilia dell’Expo di Milano nel 2015.
Point to point. Non ci sarà più dualismo tra hub: Malpensa e Fiumicino saranno due dei sei poli sui quali si baserà la nuova compagnia. Oltre a Milano e Roma gli altri saranno Napoli, Catania, Torino e Venezia. Le destinazioni servite saranno 73 da Milano, 44 da Roma, 9 da Napoli, 18 dalle altre. Si punterà sul mercato italiano, mantenendo solo alcune delle rotte intercontinentali servite da Alitalia. I diritti di volo saranno mantenuti anche dalla nuova compagnia.
Stop agli sprechi. La nuova compagnia dovrà essere efficiente e snella: per questo verranno limitate le perdite e i costi. Basta quindi ad assistenti di volo e piloti residenti da una parte e chiamati al lavoro dall’altra e stop anche agli eccessivi esborsi per manutenzione, call center e cargo, che sarà venduto al miglior offerente, tutto o in parte è da decidere. Gli aerei inoltre faranno più ore di volo per massimizzare i guadagni ed evitare gli sprechi.
Nuovi aerei. Cambierà la flotta, che sarà completamente (o quasi) rinnovata con la dismissione di Md80 e Boeing 737 di Alitalia (50 gli aerei vecchi da dismettere) e il ridimensionamento della flotta decisamente più giovane di AirOne.
Alleanze. Infine sarà fondamentale unirsi in matrimonio con una delle potenze europee dell’aviazione. I colloqui con AirFrance, Lufthansa e British Airways sono in corso, tutte e tre interessate alla dote di 28 milioni di passeggeri che la società tricolore porta con sé.
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