26 settembre 1997: la terra trema in Umbria e Marche
Il ricordo di un volontario e l'impegno della protezione civile del Varesotto che allora intervenne a sostegno della popolazione
26 settembre 1997. La terra di San Francesco tremava sotto le due potenti scosse che in rapida successione avrebbero messo in ginocchio Umbria e parte delle Marche. A dieci anni dal sisma, la Città di Foligno ha voluto ricordare e ringraziare il volontariato di Protezione Civile che da tutt’Italia era accorso tra le macerie, sotto il coordinamento dell’allora Sottosegretario Franco Barberi.
La sensibilità degli amministratori, non disgiunta dalla dignità di una popolazione che ha saputo ricostruire instancabilmente ogni pietra ed ogni ulivo folignate, ha quindi trasformato in occasione di crescita e sviluppo quella che a prima vista poteva sembrare solo una delle tante (troppe) tragedie che periodicamente colpiscono lo Stivale. Fra i 120 volontari premiati, nella splendida cornice che spaziava dai colonnati della Basilica di Santa Maria degli Angeli in Assisi al Palazzo dello Sport di Foligno, il Sindaco ha voluto in particolare soffermarsi con due Nuclei di Protezione Civile del Varesotto: il "Nucleo Mobile di Pronto Intervento" di Varese ed il "Nucleo di Protezione Civile dei Carabinieri" in congedo, entrambi presenti con mani impolverate e cuore grande all’ombra del torrino di Foligno (crollato con la seconda scossa) sin dai primissimi giorni di quel lontano autunno.
A tali volontari la Città ha consegnato, il 22 settembre scorso, anche una medaglia d’argento coniata appositamente a testimonianza – così recita il testo – dell’impegno profuso con spirito di solidarietà, altruismo e generosità a favore delle popolazioni colpite dal sisma del 1997.
A ricevere personalmente le commoventi attestazioni di stima (accompagnato dai giovanissimi Broggini, Cagnotto, Fiorini, Martinelli, Rotolo e Zanovello) è stato il Presidente del Nucleo Mobile di Pronto Intervento e Coordinatore Provinciale dell’Associazione Nazionale Carabinieri, Cazzola Paolo, già insignito di benemerenza con medaglia di bronzo dall’allora Ministro Giorgio Napolitano e di un encomio della Presidenza del Consiglio. "Attestazioni di stima importanti – sostiene Cazzola – ma che lasciano nell’animo un segno indelebile solo se accompagnate dal sorriso sincero della popolazione cui siamo "votati" e della quale si deve essere servitori silenziosi ed operosi proprio nei momenti di maggior difficoltà. E – prosegue Cazzola – gli ingredienti cari anche a quel Francesco di Assisi, e necessari ogni qualvolta si indossi un’uniforme durante (e non solo) un’emergenza, restano sempre e solo tre: umiltà, umiltà ed ancora umiltà".
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