Università, quanto mi costi
A partire da quest'anno la prima rata passa da 510 a 630 euro; nel frattempo è stato approvato un aumento delle tasse del 15%
Si avvicina l’inizio delle scuole e i portafogli dei genitori e dei giovani varesini oltre al caro-libri dovranno vedersela anche con qualche sorpresa, a partire dalle tasse per l’università. Una novità per chi si iscrive all’Insubria per l’anno accademico 2007/2008 sarà infatti l’aumento della prima rata, che passa dai 510 dell’anno scorso agli attuali 630 – un aumento pari al 23% (tranne che per la prima fascia di reddito). Ma quali sono le motivazioni?
«L’aumento è stato deciso durante il Consiglio di amministrazione di dicembre 2006 – ci dice Vincenzo Paciolla, ex rappresentante degli studenti nel CdA di ateneo che studia Giurisprudenza a Como – l’università ha spiegato che era stato reso necessario dalla Bersani-bis: il decreto, imponendo la liberalizzazione della ricerca, prevedeva che l’Insubria restituisse al Governo quei fondi che, stanziati da Letizia Moratti, erano poi stati utilizzati non per la ricerca ma per le infrastrutture. Si parla di circa un milione di euro». Di qui la decisione di aumentare la prima rata, un aumento che però sarà rimborsato nella seconda: a crescere infatti è stata solo una delle voci, l’acconto di contributo universitario, che passa da 155 a 270 euro e il cui importo viene sempre sottratto dalla seconda rata. Insomma, sarebbe un rincaro momentaneo: paghi di più prima per pagare di meno poi. Ma non è tutto.
Dopo l’aumento della prima rata, il consiglio di amministrazione di giugno 2007 ha proposto e approvato una delibera per l’incremento generalizzato delle seconde rate, relative alle diverse fasce di reddito, del 15/20%. «In questo caso, invece – prosegue Paciolla – la spiegazione che ci è stata data è che i fondi sono necessari per la costruzione delle nuove infrastrutture e per migliorare i servizi di ateneo, allineandolo con le altre università lombarde: durante il Consiglio, il mio voto è stato l’unico contrario, più due astenuti. Resto convinto della mia posizione: in questo modo gli studenti dell’Insubria verrebbero a pagare come negli atenei milanesi, ma continuerebbero a usufruire di meno servizi. Personalmente, a questa stregua sceglierei Milano». Oggi una famiglia di 4 persone con un reddito di 40 mila euro all’anno all’Insubria paga di seconda rata 488 euro.
Nel frattempo, si profila un cambiamento nella misurazione del reddito per la contribuzione, già annunciato a luglio da Giovanvincenzo Di Muro, altro rappresentante degli studenti dell’Insubria, durante un incontro organizzato dai Giovani dell’Ulivo. Dall’attuale sistema di autocertificazione – che lo studente effettua on line, inserendo componenti del nucleo familiare, reddito e patrimonio, vedi schermata – si passerebbe all’uso dell’indicatore ISEE, usato dall’Isu (Istituto per il diritto di studio universitario), che tiene conto anche di altri parametri, ad esempio dei conti correnti.
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