Padre Bossi Libero
Dopo 39 giorni di prigionia e provato fisicamente, il missionario italiano è stato rimesso in libertà
Dopo 39 giorni di sequestro, padre Giancarlo Bossi è stato liberato ieri sera, 19 luglio, in un’operazione della polizia filippina in coordinamento con le autorità e i servizi italiani, ad una decina di chilometri dalla sua parrocchia. Dimagrito, provato, ma determinato a ritornare presto alla sua vita di sempre, quella di «gigante buono», di missionario cattolico a Payao, nell’isola filippina di Mindanao, una provincia turbolenta, teatro di tensioni interreligiose e dell’indipendentismo musulmano. «Mi hanno sempre trattato bene» ha affermato il missionario dopo la sua liberazione «ho anche smesso di fumare», ha detto scherzando. . I suoi sequestratori hanno detto di essere appartenenti al gruppo islamico di Abu Sayyaf, un satellite locale della costellazione di Al Qaida, ha detto ancora padre Bossi. Ma, secondo i missionari della Misna, resta in piedi anche l’ipotesi che si trattasse di malviventi che hanno agito per denaro. La notizia della liberazione del missionario è stata data stasera dal presidente del Consiglio Romano Prodi. Non è giunta del tutto inaspettata. Erano giorni infatti che i confratelli del religioso attendevano «sviluppi positivì e stamani si era avuto sentore che la vicenda potesse essere arrivata al suo capitolo finale e più delicato. L’operazione, a quanto si è appreso, è avvenuto alle 23:30 ora locale (le 17:30 in Italia).
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