Ictus cerebrale: ASST Sette Laghi premiata per l’eccellenza nella gestione delle neuroemergenze
Nel 2024, l’Ospedale di Circolo ha trattato oltre 600 pazienti in emergenza-urgenza neurologica e ha eseguito più di 1.500 procedure neuroradiologiche
L’ASST Sette Laghi si conferma punto di riferimento regionale nella gestione delle neuroemergenze e ottiene un importante riconoscimento internazionale: il prestigioso Premio Angels, conferito alle strutture sanitarie che raggiungono i più alti standard di eccellenza nella cura dell’ictus cerebrale in fase acuta.
Il premio celebra l’efficacia e la tempestività degli interventi effettuati presso l’Ospedale di Circolo di Varese, centro Hub per l’ictus, dove ogni anno vengono accolti circa 600 pazienti con ictus ischemico. Più di 120 di questi sono trattati con tecniche endovascolari per la rimozione meccanica del trombo, mentre circa la metà riceve terapie trombolitiche farmacologiche. In entrambi i casi, la velocità dell’intervento è cruciale: ogni minuto guadagnato può salvare milioni di neuroni e ridurre significativamente il rischio di disabilità permanente.
Neuroemergenze: un modello organizzativo d’eccellenza
«Le neuroemergenze – spiega il professor Luca Cabrini Direttore del Dipartimento di Neuroscienze – comprendono tutte le condizioni acute che colpiscono il sistema nervoso centrale, come ictus, emorragie cerebrali e traumi cranici. In questi casi, la diagnosi precoce e l’intervento tempestivo fanno la differenza tra la piena ripresa e un esito invalidante».
Il Dipartimento, che coordina tutte le figure professionali coinvolte – dai medici del Pronto Soccorso ai neurologi, neurochirurghi, neuroradiologi e anestesisti-rianimatori – è strutturato per garantire una presa in carico integrata e multidisciplinare. Solo nel 2024, l’Ospedale di Circolo ha trattato oltre 600 pazienti in emergenza-urgenza neurologica e ha eseguito più di 1.500 procedure neuroradiologiche, grazie anche all’impiego della nuova sala angiografica biplanare, una delle più avanzate in Italia, installata nel 2024 con fondi PNRR.
Tecnologia e competenze al servizio dei pazienti
Dotata di strumenti all’avanguardia come TAC, angio-TAC, risonanza magnetica e angiografia cerebrale 24/7, la struttura è in grado di identificare rapidamente le aree cerebrali “in penombra”, ancora recuperabili, permettendo un trattamento personalizzato e tempestivo.
Le opzioni terapeutiche sono ampie: trombolisi, interventi endovascolari, neurochirurgia d’urgenza e terapie farmacologiche innovative. Ogni scelta clinica è condivisa da un’équipe multiprofessionale, che valuta caso per caso il miglior percorso da seguire.

Dal trattamento alla riabilitazione: una presa in carico completa
Ma il lavoro dell’ASST Sette Laghi non si esaurisce con la gestione dell’emergenza. La visione è quella di un percorso completo e continuo: dalla fase acuta alla riabilitazione, fino al rientro a casa e al follow-up a lungo termine. Sono attivi ambulatori multidisciplinari post-ictus e, da alcuni mesi, è stato avviato anche un progetto di ricontatto a sei mesi per monitorare i bisogni irrisolti degli ex pazienti e migliorare la qualità dell’assistenza.
«Il nostro obiettivo – sottolinea il professor Cabrini – non è solo salvare vite, ma offrire ai pazienti le migliori possibilità di recupero. Questo premio è un riconoscimento del lavoro straordinario della nostra équipe, ma anche uno stimolo a continuare nel percorso di miglioramento.»
Un congresso per fare rete: “Neuroemergencies” torna il 9 ottobre
In linea con questa visione, il prossimo 9 ottobre a Villa Cagnola (Gazzada Schianno) si terrà la seconda edizione del congresso “Neuroemergencies”, diretto scientificamente dal Dr. Giorgianni. L’evento riunirà medici, infermieri, fisiatri e psicologi per discutere le innovazioni nella gestione delle emergenze neurologiche, con focus su tecnologie, post-acuzie e benessere degli operatori.
Il futuro? Tecnologico, integrato e umano
Guardando avanti, la Direzione punta su tre direttrici: integrazione tra specialisti, innovazione tecnologica e personalizzazione delle cure, senza dimenticare l’aspetto umano.
«L’intelligenza artificiale e i nuovi strumenti diagnostici ci aiuteranno a intervenire ancora più rapidamente. Ma alla base resterà la capacità di ascolto, valutazione e condivisione delle decisioni – anche con le famiglie – per garantire un’assistenza centrata davvero sul paziente».
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