Discarica di Gaggiolo trattativa aperta con Stabio

Incontro al Consolato generale d’Italia a Lugano per affrontare il problema del deposito di inerti a ridosso della frontiera

Saranno i tecnici a cercare di abbattere la montagna di inerti che da due anni “divide” Svizzera e Italia, al valico del Gaggiolo.
Vissuta come un pro­blema da chi abita a ridosso del­la linea di frontiera, la discarica di Cà del Boscat, nel territorio comunale del comune ticinese di Stabio, d’ora in poi sarà al cen­tro dei pensieri di un Gruppo tecnico e bilaterale che dovrà riferire i risultati delle proprie proposte al Comitato tecnico-politico riunitosi martedì al Consolato d’Italia a Lugano.

Al tavolo, autorità italiane e ticinesi: fra gli altri, gli assessori all’Ambiente e all’A­gricoltura della Provincia di Va­rese, (Pintus e Specchiarelli) rappresentanti del Co­mune di Cantello (Sinapi e Naticchi) e dirigenti del Dipartimento del terri­torio del Canton Ticino. Lo spirito informale della riu­nione di fronte al console Alessandro Pietromarchi, fa ben sperare per una positiva so­luzione della vertenza.
Anzitutto, il Canton Ticino ha assicurato che non si supererà la quota attuale di 32 metri, nonostante l’autorizzazione prevedesse una quota massima di 45. In secondo luogo argomenti come la disponibilità a discutere sullo spostamento del deposito e sul risarcimento chiesto da chi abita nelle sue vicinanze dovrebbero diventare temi di confronto fra autorità varesine e ticinesi.

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Pubblicato il 24 Gennaio 2007
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