Gallarate, l’allarme di CGIL e SPI: «Addizionale IRPEF più alta per i redditi bassi, meno tasse per chi guadagna di più»
Secondo i sindacati, l’aumento per oltre 5mila cittadini con redditi minimi non è bilanciato da politiche di sostegno, mentre si riduce l’aliquota per i redditi alti
Preoccupazione e disappunto da parte della CGIL di Varese e dello SPI, il sindacato dei pensionati, per le scelte dell’amministrazione comunale di Gallarate in tema di addizionale IRPEF. Secondo i sindacati, le modifiche introdotte penalizzano i redditi più bassi, in particolare quelli inferiori ai 15.000 euro annui, mentre favoriscono quelli più alti.
L’accusa: «Penalizzati oltre 5mila cittadini con redditi sotto i 15mila euro»
La contestazione arriva dopo l’aumento dell’aliquota IRPEF comunale dallo 0,65% allo 0,75% per i redditi fino a 15.000 euro, deciso nel 2025 con l’adozione di uno scaglione unico fino a 28.000 euro. Una scelta che colpisce circa 5.000 cittadini gallaratesi tra pensionati e lavoratori con redditi minimi.
«Avevamo chiesto di introdurre una soglia di esenzione per proteggere i più fragili – scrivono CGIL e SPI – ma la proposta è rimasta senza risposta e non è mai stato riaperto un confronto con l’amministrazione, nonostante le richieste inviate anche di recente».
Chi guadagna di più paga meno
In parallelo all’aumento per i redditi bassi, il Comune ha deciso di ridurre l’aliquota per i redditi superiori a 50.000 euro, abbassandola dallo 0,80% allo 0,76%. Un intervento che, secondo i sindacati, beneficia oltre 3.000 persone con redditi medio-alti: «Una scelta politica molto chiara – sottolineano – che ignora le difficoltà di chi ha meno e premia chi ha redditi già pienamente dignitosi».
Le simulazioni: aumenti nel 2025, lieve riduzione nel 2026
Una tabella realizzata da Spi Cgil evidenzia che: nel 2024 i redditi fino a 15.000 euro erano tassati con aliquota agevolata dello 0,65%. Nel 2025 l’aliquota per i redditi fino a 28.000 euro salirà allo 0,75%. Nel 2026 è previsto un lieve calo allo 0,70%, che però non riporterà il carico fiscale al livello precedente.
«Assenza di confronto sociale»
Oltre al merito fiscale, CGIL e SPI criticano il metodo seguito dall’amministrazione, accusata di aver evitato qualsiasi dialogo con le organizzazioni sindacali. «Un anno fa avevamo presentato una proposta alternativa su invito dell’assessore al bilancio – ricordano – ma da allora non abbiamo ricevuto alcuna risposta, né ci è stato concesso un nuovo incontro».
I sindacati chiedono ora che il Comune riapra urgentemente il tavolo di confronto per «costruire politiche fiscali più eque e attente alle fragilità sociali».
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