“La Camera non è un megafono per nostalgie nere”: Ferrara (M5S) contro la conferenza sulla “remigrazione”
Il deputato varesino del Movimento 5 Stelle ha partecipato al presidio delle opposizioni dopo l’annullamento della conferenza stampa sulla “remigrazione” promossa dalla Lega
Il deputato del Movimento 5 Stelle Antonio Ferrara è intervenuto duramente dopo la decisione della Presidenza della Camera di annullare la conferenza stampa promossa dal leghista Domenico Furgiuele sul tema della cosiddetta “remigrazione”, che avrebbe dovuto ospitare esponenti dell’estrema destra.
Ferrara: «No agli slogan importati, sì ai valori costituzionali»
«Non è un tema di censura, ma di istituzioni» – ha dichiarato Ferrara, presente al presidio di protesta organizzato dalle opposizioni a Montecitorio – «La sala stampa della Camera non può diventare il palcoscenico dove si normalizzano parole d’ordine che dividono e discriminano».
Ferrara ha criticato apertamente la Lega e il vicepremier Salvini: «La Lega ha rivendicato l’iniziativa e risulta che Salvini ne fosse al corrente senza dissociarsene: è una scelta, non una svista».
L’annullamento per motivi di ordine pubblico
La conferenza, prevista per il 30 gennaio, è stata annullata dalla Presidenza della Camera per motivi di ordine pubblico. Una decisione che, secondo Ferrara, va letta nel solco della tutela dei valori democratici: «È inconcepibile dare ospitalità istituzionale a chi alimenta odio politico e mostra disprezzo per la nostra storia repubblicana».
«Difendere le istituzioni significa difendere la democrazia concreta»
Nel suo intervento, Ferrara ha voluto collegare l’episodio anche ai temi più vicini al territorio: «A Varese, come a Roma, difendere le istituzioni significa difendere la democrazia concreta: lavoro, legalità, sicurezza vera, servizi. Non scorciatoie propagandistiche e slogan importati in stile MAGA, buoni solo a cercare un nemico e un titolo».
Infine, un avvertimento chiaro: «L’Italia ha già pagato abbastanza quando certi linguaggi diventano cultura politica: non consentiremo che rientrino dalla porta di servizio».
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