A Samarate si discute se il Comune deve acquistare o meno 14 appartamenti
Quindici anni fa fu realizzato un complesso che comprendeva una parte di alloggi in convenzione. Oggi si deve decidere se acquisire la proprietà. C’è chi dice no e chi invece è favorevole
A Samarate si apre una discussione sul destino di 14 appartamenti, realizzati da una cooperativa e che ora potrebbero essere acquisiti dal Comune con un investimento.
Nella maggioranza di governo sarebbe maggioritaria l’opinione contraria all’acquisizione. Mentre c’è una voce che apertamente chiede di votare l’acquisto. Il consiglio comunale dovrebbe decidere entro il 16 febbraio.
I 14 appartamenti sono la quota in edilizia convenzionata (vale a dire – semplificando – vincolati ad affitto calmierato) all’interno del grande condominio di via Monte Santo a Verghera, lungo la provinciale. Il complesso era realizzato dalla Coop Filca, poi finita in liquidazione. Ora c’è un interesse da parte di un operatore privato per l’acquisizione, ma il Comune può esercitare il diritto di prelazione, acquisendo le 14 proprietà (appartamenti con box e cantine)
Dicevamo della voce favorevole all’acquisto. È quella di Alternativa Democratica, il gruppo dell’ex sindaco Luigino Portalupi, che non ha rappresentanza in consiglio ma si è attivato sul tema.
“Il complesso – mostra Portalupi con i documenti all mano 1è stato acquistato dal Gruppo Caltagirone acquista attraverso società Valereo, che porta a una Fondazione con sede in Olanda”. Valore: 800mila euro per 14 appartamenti (57mila euro per appartamento, garage, cantina)
“L’assegnazione definitiva potrà avvenire solo dopo la decisione del consiglio comunale sulla prelazione, convocato al 16 febbraio. La maggioranza non vuole applicare la prelazione”.
Se non si fa prelazione, una volta liquidata la Regione per la quota di diritto, “potrà mettere sul mercato questi 14 appartamenti”. Per Portalupi è una occasione persa per il pubblico, se non un danno.
Portalupi, da fuori, incalza la maggioranza: “Il sindaco vuole farla, ma i partiti non vogliono procedere”.
Nella maggioranza esce allo scoperto Luca Macchi. Che è il presidente del consiglio, ma è anche referente politico di Samarate al Centro, un pezzo del centrosinistra “largo”.
Macchi dice: “L’amministrazione non si fa con i desideri, ma con i conti alla mano. Con 700.000 euro di morosità pregressa, aggiungere altri 14 alloggi senza una copertura garantita e fuori tempo massimo rispetto al DUP e al Bilancio, sarebbe un atto di irresponsabilità verso tutti i cittadini di Samarate. La maggioranza è unita nel tutelare le casse comunali: la vera politica sociale si fa garantendo la sostenibilità dei servizi esistenti, non accumulando debiti per il futuro.”
Per Portalupi è una falsa motivazione: “in maggioranza dicono di aver paura a gestire 14 appartamenti perché hanno difficoltà di gestire 100 case, peccato che le 100 case sono edilizia residenziale pubblica, molte datate, non case moderne in edilizia convenzionata”.
Da dentro la maggioranza Macchi ha contrattaccato anche dal punto di vista politico, dopo una prima uscita sul tema di Eliseo Sanfelice con una lettera aperta. “Questa ultima uscita sulla eventuale divisione della maggioranza è la classica manovra di divide et impera (dividi e comanda) messa in atto da chi è fuori dai giochi ma vuole ancora credere di poter dare le carte”.
Macchi detta la linea così: “Gestire la cosa pubblica non è un esercizio ideologico astratto, ma un atto di responsabilità, so che certa gente avrebbe speso 850.000 euro in nuovi appartamenti da mettere in affitto senza approfondire la questione, lo avrebbe fatto solo per dire “ho fatto qualcosa di sinistra” , invece no, ci sono amministratori che pur essendo, qualcuno, di centrosinistra analizzano le occasioni, provano a capire e poi decidono […] L’accusa di “non essere abbastanza di sinistra” è un’esca. Cercando di etichettare la scelta come ideologica, sperano che qualcuno nella maggioranza possa sentirsi punto nell’orgoglio”.
Per Portalupi invece resta un’occasione: “Non può questo consiglio comunale perdere questa occasione”, per avere alloggi accessibili alle coppie giovani o famiglie a medio reddito. “Poi dopo la scadenza della convenzione si potrebbero anche mettere sul mercato”.
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