Il 28 febbraio 1955 l’ultima corsa del “tram”, la ferrovia tra Varese e la Valganna
Con lo stop alla Varese-Ghirla scomparirono per sempre i tram bianchi dalle strade della "città giardino". Un sistema un tempo ramificato che raggiungeva anche Luino e Ponte Tresa e oggi sarebbe prezioso
Era il 28 febbraio 1955: quel giorno fu l’ultimo giorno del “tram” a Varese e in Valganna.
Era allora l’ultimo residuo di una rete che era stata particolarmente ampia, dentro e intorno alla “città giardino”. In tempo le linee infatti raccontavano infatti le diverse “castellanze” intorno a Varese, compresi i Comuni vicini divenuti poi quartieri, come Masnago, Bizzozero o Bobbiate. Le ultime corse del tram invece furono quelle che dalla stazioncina di viale Aguggiari – approdo dalla Valganna, da Ghirla – proseguivano sui binari cittadini fino alla stazione Fs (nella foto: locomotore di servizio in Valganna, archivio Paolo Ricciardi).
Il tram ha fatto parte della città di Varese per mezzo secolo esatto, dal 1905 quando aprì la Varese-Masnago, cui successivamente si aggiunsero altre linee come quelle per Viale Belforte, il cimitero monumentale, Casbeno, Bobbiate, la località Prima Cappella dove partivano le funicolari per Santa Maria del Monte e Campo dei Fiori. C’erano poi le linee per Azzate e per Angera (quest’ultima gestita da una società diversa e specifica, con propri tram). Le rotaie urbane erano poi connesse appunto con quelle della “ferrovia della Valganna” che raggiungeva Ghirla e di qui, con due diramazioni, Luino e Ponte Tresa.
Oggi, nelle immagini, quei tram hanno un fascino rétro, ma a metà anni Cinquanta apparivano decisamente antiquati e superati: la maggior parte delle carrozze risaliva all’origine della linea elettrificata. Se i tram in sé erano piuttosto obsoleti, il sistema aveva ancora una sua utilità. Nel tempo infatti quell’insieme di binari è stato riconosciuto come un patrimonio prezioso e dilapidato: un mezzo di trasporto non inquinante, capace di offrire grande capacità di passeggeri (anche duecento per convoglio, quanto quattro autobus ma con meno personale) per località – come Luino e Ponte Tresa – di pregio anche turistico e oggi raggiunti solo da autobus.

Le linee chiusero nel giro di pochi anni: a parte la linea autonoma per Angera chiusa già all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, le linee urbane chiusero nel 1950. Sulla “ferrovia della Valganna” nel 1953 scomparvero i trenini per Ponte Tresa e Luino: dal piazzale della stazione Fs continuarono a partire solo le corse per Ghirla, con le piccole motrici bianche che attraversavano il centro per imboccare viale Aguggiari.

Fino al 28 febbraio 1955, la fine di tutto. Erano le ultime corse su rotaie urbane in provincia, visto che nel 1951 erano già scomparsi i tram della Gallarate-Milano (limitata al tratto tra la metropoli e Legnano e poi soppressa interamente nel 1966).

Quel 28 febbraio fu la fine di un mondo anche per chi sul “tramino” ci lavorava: Felice Carmagnola e il collega Manfredi quella sera seppellirono i loro cappelli da ferrovieri, alla stazione delle Bettole (qui l’articolo con la storia). Il funerale della tranvia, che se n’era andata per sempre
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