Il sentiero della memoria

Un sentiero per ricordare il massacro di 300 partigiani nel giugno del ‘44

Il percorso Chiovini, quest’anno alla sua ottava edizione, ripercorre una delle vie di fuga attraverso la Valgrande, dove tentarono di mettersi in salvo numerosi partigiani durante il secondo conflitto mondiale. Tra il 1940 e il 1945 nell’impervia vallata che congiunge il Piemonte al Ticino trovarono asilo molti oppositori al regime che le forze nazifasciste cercarono di stanare con il rastrellamento del giugno del ’44. Qualcuno riuscì a fuggire in Svizzera, arrivando a Cannobbio attraverso i sentieri e della Valgrande, ma la maggior parte morirono sulle montagne.
I sentieri percorsi dai partigiani durante quegli anni sono molti e diversi secondo le compagnie, il Sentiero Chiovini prende il nome da Nino Chiovini, autore di numerosi libri sulla Valgrande, che ha ricostruito e codificato uno dei percorsi. L´ escursione, organizzata da Renato Bavagnoli, da ormai alcuni anni percorre la Valgrande un anno dall’Italia alla Svizzera e un anno in senso contrario per ricordare i caduti per la liberazione dell´Italia.

Nell’edizione 2006 del sentiero della memoria Nino Chiovini il gruppo è partito da Cannobbio per arrivare a Fondo Toce festosamente accolto nel giorno della commemorazione del massacro avvenuto 62 anni fa´. I partecipanti che hanno portato a termine il difficile percorso che in dieci giorni affronta sei mila metri di dislivello sono stati sette. Tra questi, tre persone sono arrivate appositamente da Napoli per conoscere il sentiero della memoria. Due provengono dalla provincia di Varese e, uno di questi, lettore di varesenews, ha documentato l´ esperienza . Molti altri sono partiti con il gruppo di escursionisti o si sono aggiunti per de tratti di sentiero.

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Pubblicato il 04 Luglio 2006
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