L’incubo dei sequestri rivive in una Sala Veratti rinnovata grazie alla sinergia tra ANC, Comune di Varese e BCC
È stato ridato decoro all’atrio e all’esterno della sede della mostra. Sabato 28 marzo alle 16 il clou con la conferenza con i protagonisti dell’epoca
C’è stato un tempo in cui la Lombardia non era solo il motore economico d’Italia, ma il terreno di caccia preferito di un’organizzazione criminale spietata. Un periodo, tra gli anni ’70 e ’80, in cui il terrore di un rapimento condizionava le scelte delle famiglie, portando molti industriali a trasferire i figli nella vicina Svizzera.
Quella pagina drammatica torna oggi al centro della riflessione cittadina con la mostra organizzata dall’Associazione Nazionale Carabinieri (ANC) di Varese, ospitata nella Sala Veratti, un bene comune appena restituito alla città in una veste rinnovata grazie a un virtuoso esempio di amministrazione condivisa.

Il “Patto” per la Sala Veratti: volontariato e territorio
L’esposizione non è l’unica novità in via Veratti. L’atrio e l’ingresso della sala sono stati infatti oggetto di un profondo intervento di manutenzione e restyling, frutto di un Patto di collaborazione tra l’ANC Varese e il Comune.
«Non ci siamo chiesti cosa dovessero fare gli altri, ma cosa potevamo fare noi per la nostra città», ha spiegato il presidente dell’ANC Roberto Leonardi. I volontari dell’arma in congedo hanno rinfrescato le pareti, sistemato la porta d’ingresso e le finestre, rendendo l’ambiente adeguato al pregio dei contenuti ospitati. L’operazione è stata resa possibile dal sostegno economico della BCC di Busto Garolfo e Buguggiate, che ha coperto i costi vivi dei materiali. «Essere banca del territorio significa sostenere anche queste opere di rigenerazione urbana», ha sottolineato Enzo Petrillo (BCC), a cui verrà dedicata una targa commemorativa all’interno della sala.

La mostra: 161 storie di angoscia
Curata da Massimo Meloni, l’esposizione è un viaggio attraverso 118 tavole che raccolgono gli articoli storici del Corriere della Sera. «Affrontiamo la storia dei 161 sequestri in Lombardia tra il 1962 e il 2004», spiega Meloni. Il percorso tocca il trauma delle vittime e l’angoscia dei familiari, documentando ogni fase: dal rapimento al pagamento del riscatto, fino al rilascio o alla tragica conclusione per chi non è mai tornato.

Il valore del ricordo e della legalità
Per l’assessore alla Cultura di Varese Enzo Laforgia, l’iniziativa ha un alto valore civile: «Il sequestro di persona è una delle forme di privazione della libertà peggiori. Ha inciso profondamente sulla dimensione privata ed economica del nostro Paese».
Il momento clou: la conferenza di sabato
Mentre la mostra sarà visitabile da venerdì a domenica (ore 15-18), l’appuntamento centrale è per sabato 28 marzo alle ore 16.00. Un incontro moderato da Tommaso Guidotti di VareseNews che vedrà riuniti i volti simbolo di quegli anni: il generale Garelli, protagonista delle operazioni sul campo; la dottoressa Carmen Manfredda, magistrata che ha coordinato indagini storiche; Massimiliano Comparin, autore del libro “Il male accanto” sul sequestro Riboli.

INFO E ORARI
Cosa: Mostra sui sequestri (118 tavole) e inaugurazione lavori Sala Veratti.
Dove: Sala Veratti, via Veratti, Varese.
Quando: Da venerdì 27 a domenica 29 marzo, ore 15.00 – 18.00.
Conferenza: Sabato 28 marzo, ore 16.00. Ingresso libero.
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