Auricolari e chiamata di gruppo per il colpo al bar: 4 arrestati a Malnate

In manette i componenti di una “batteria” arrivata in trasferta per il furto al “Sorriso”. Ma gli uomini della Mobile di Varese entrano in azione

polizia busto arsizio

In azione una batteria di sudamericani, due uomini e due donne arrestati in flagranza di reato nella giornata di mercoledì a Malnate e accusati di furto aggravato in concorso al bar “Sorriso”.

Gli imputati con rito direttissimo sono accusati di aver agito con auricolari e con una chiamata di gruppo su whatsapp: mentre una donna e un uomo stavano in auto a fare da pali, pronti per partire e assicurare la fuga del gruppo, gli altri tre entravano in un bar di Malnate, il “Sorriso”, per rubate la borsa di una cliente contenente un centinaio di euro.

Ma sul posto sono arrivate le pattuglie della polizia di Stato che hanno proceduto all’arresto dei quattro portati in carcere: le macchine della squadra Mobile di Varese, che stavano pedinando il gruppo, si sono posizionate in modo tale da bloccare la fuga dei sospettati. La prima a comparire sul banco degli imputati giovedì mattina è stata una donna di origini peruviane di 27 anni residente a Grottaferrata (Roma) che ha risposto alle domande della giudice Stefania Brusa: «Stavamo andando a Como in macchina, ci siamo fermati al bar per bere un caffè, ho visto la borsa e l’ho presa, poi siamo usciti dal bar e ci ha fermato la polizia».

La seconda imputata, 32 anni, anche lei peruviana risulta residente a Cormano e ha dato la sua versione dei fatti: «Sono rimasta in auto e ho aspettato gli altri andati al bar perché dovevano andare in bagno». In merito alla chiamata collettiva di whatsapp l’indagata ha spiegato di aver chiamato gli amici per sapere dove fossero, in quale bar stavano cioè bevendo il caffè, ma di non aver preso la borsa. Il terzo imputato è un cubano di 29 anni residente a Milano, tre condanne per furto: «Ero col mio amico di Roma, volevamo andare a Como, Ci siamo fermati a Malnate per bere un caffè e poi abbiamo deciso insieme alla signora di prendere la borsa, ma non stavamo facendo nessuna telefonata di gruppo».

Il quarto arrestato anche lui peruviano ha 26 anni ed è in Italia da 45 giorni e sta a Roma: anche lui ha affermato di non sapere nulla della borsa: è l’uomo che stava al volante dell’auto parcheggiata in modo tale da poter partire subito dopo: infatti gli uomini della Mobile hanno subito capito che il veicolo andava messo nelle condizioni di non ripartire. E così è stato. Gli imputati avrebbero cercato di entrare in azione anche in un bar nella vicinanze, senza tuttavia riuscire a rubare alcunchè.

La pm Lucilla Gagliardi ha contestato ad uno degli imputati la recidiva specifica reiterata infra-quinquiennale, e ha chiesto la convalida dell’arresto. Per i gravi indizi di colpevolezza («azione criminale concordata» con una chiamata cioè prima fra quattro e poi fra tre degli imputati, testimoniata da alcuni screenshot recuperati dalla polizia). Secondo l’accusa sussistono tutte le esigenze cautelari in social modo quella di fuga visto le residenze declamate e ritenute fittizie. Sussiste sempre secondo l’ufficio dell’accusa la pericolosità sociale cioè la possibilità di reiterazione del reato. Pertanto è stata chiesta la custodia cautelare in carcere per tutti e quattro i sospettati. La difesa ha chiesto misure cautelari meno afflittive.

Dopo le 14 la lettura del dispositivo da parte della giudice: arresto convalidato solo per i due sospettati di essere gli esecutori materiali del furto, mentre non è stato convalidato per altri due in auto. L’unica misura cautelare è stata emessa nei riguardi del cittadino cubano colpito dal divieto di dimora in provincia di Varese. Tutti gli imputati sono stati rimessi in libertà.

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Pubblicato il 26 Marzo 2026
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