Bonifiche dei laghetti e maxi fusioni, le follie del primo di aprile in Valcuvia
Ore contate per il pittoresco specchio d’acqua di Brinzio: approvato un progetto per prosciugarlo, ma anche per sfruttare le benefiche proprietà delle acque, che saranno imbottigliate e vendute. E c’è chi pensa alla “grande Orino”
Più del carnevale, oltre le proverbiali bevute dei coscritti, in Valcuvia la follia coincide quasi da sempre col primo di aprile, una sorta di «porto franco» delle sparate per canzonare un po’ anche il cittadino da queste parti più morbido he altrove alla goliardata.
Quindi se negli anni passati ne arrivarono di piuttosto grosse sul piano viabilistico come «l’autostrada che arriverà a Luino», il primo di aprile del 2026 parte in Valcuvia al mattino presto con un caffè corretto “grandeur“ firmata dal sindaco di Orino Federico Raos che sogna la “grande Orino”, leggi l’idea della fusione del paesino sotto al monte con altre località al fine di creare un maxi comune di valle dal nome piuttosto eloquente: Valcuvia e Uniti.
«Questo perché» – scrive il sindaco Federico Raos sulla pagina Facebook del Comune – «la Regione Lombardia ha adottato oggi un provvedimento, del tutto inaspettato, che dispone la fusione dei comuni di Orino, Azzio, Castello Cabiaglio, Cuvio, Cuveglio, Duno, Rancio Valcuvia, Casalzuigno, Cassano Valcuvia, Ferrera e Masciago Primo. il nuovo comune si chiamerà Valcuvia e uniti e sarà operativo dal 1 aprile 2027!».
Il rilancio ha il sapore dei chilometri in mezzo ai boschi che separano Orino dalla vicina Brinzio (in questo caso tagliando fuori Castello Cabiaglio) dal momento che il paese contraddistinto proprio dal suo laghetto pittoresco e dalla storia della analoga balena che vi albergherebbe «si è aggiudicato un importante finanziamento per il contrasto al dissesto idrogeologico e la tutela degli ecosistemi ittici, grazie al quale potrà realizzare l’ambizioso progetto dello svuotamento del laghetto». Proprio così. Ma non solo, perchP la perculata è doppia dal momento che il laghetto oltre al fatto che verrà svuotato, sarà pure spostato.
«Preso atto della difficoltà di manutenere l’attuale bacino, si procederà prossimamente ad allargare e approfondire l’alveo del rio Brivola e a deviare l’Intrino facendolo sfociare presso il lavatoio comunale, così da permettere alle acque di defluire e, in tal modo, prosciugare il laghetto. Un apposito sistema di paratie costruito in via Piave proteggerà le case circostanti dal pericolo di allagamenti. Ma non solo: in località Mulin di Vall è prevista la costruzione di uno sbarramento lungo il corso del Valmolina, che permetterà la creazione di un nuovo lago proprio sotto la cascata del Pesegh. La contestuale disattivazione del depuratore (destinato a essere ricostruito più a valle) renderà tale bacino pienamente balneabile».
Ci saranno anche ricadute sull’indotto locale.
«Infine, il progetto prevede un partenariato pubblico-privato, grazie al quale verrà impiantato uno stabilimento per imbottigliare la buonissima acqua che sgorga dalle sorgenti perenni insite nell’attuale laghetto, mentre in zona Pesegh è prevista la costruzione di un centro alberghiero d’eccellenza a carattere termale. In sintesi, un intervento che partendo dalla messa in sicurezza del territorio, ridisegna profondamente il volto di Brinzio, coniugando tutela ambientale, valorizzazione delle risorse naturali e nuove opportunità di sviluppo. Un progetto ambizioso che guarda al futuro, un’occasione concreta di rilancio per l’intera comunità. Di seguito, uno schema di massimo del progetto e il rendering del laghetto sotto il Pesegh.— a Brinzio – Varese – Italy.». Vedi foto di apertura, a testimonianza dell’impegno pianificatorio e della bontà del progetto
Succederà davvero tutto questo? Chi vivrà vedrà.
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