Dopo l’incendio, “basta tagli al bosco di Crenna”

Il Comitato Salviamo gli alberi di Gallarate chiede al Parco del Ticino una moratoria sui tagli autorizzati, per dare respiro a "un ambiente fragile, minacciato e già provato", tra incendi e nuove infrastrutture

Incendio crenna

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato Salviamo gli alberi di Gallarate

Boschi di Moriggia e Crenna: una ricchezza da salvaguardare

I boschi di Moriggia e di Crenna non hanno pace. Dieci giorni fa un incendio devastava 15 ettari a Moriggia; a Pasquetta i cittadini di Crenna hanno allertato la vigilanza antincendio per nuove fiamme in una vasta zona limitrofa. Bruciato solo il sottobosco, raccontano le cronache, ma foto e video restituiscono l’immagine di un ambiente duramente colpito, di una vegetazione consumata e, speriamo, non del tutto compromessa, proprio nel momento della rinascita primaverile degli alberi e della riproduzione della fauna.

In tutta la provincia di Varese, dopo Laveno (22 ettari) quella di Gallarate è l’area più colpita. Siamo solo in aprile, ma i cambiamenti climatici innalzano i rischi e rendono urgente aumentare finanziamenti, mezzi e personale per poter affrontare più emergenze in contemporanea, come è accaduto in questi casi. E’ necessario inoltre verificare le responsabilità umane in fenomeni che gli stessi esperti ritengono in gran parte dolosi, e non sempre per semplice disattenzione. Auspichiamo che ciò sia fatto anche in questo caso, e che si metta in atto una adeguata sorveglianza del sito.

Ma gli incendi sono solo l’ultimo di una serie di eventi che nell’ultimo periodo stanno aggredendo questa fascia boschiva intorno a Gallarate: l’impatto di nuove opere, come il palazzetto di Moriggia a ridosso degli alberi e della zona umida, che avanza senza nessuna misura di mitigazione ambientale; gli estesi tagli in ampie zone di Crenna per l’economia del legname, in corso da tempo ma quest’anno particolarmente numerosi e radicali. Siamo stati in questi quartieri come Comitato e, insieme ai cittadini residenti, abbiamo constatato con preoccupazione che questi boschi, bellissimi e pieni di vita, si trovano ora in uno stato di sofferenza e di logoramento. Cataste di tronchi tagliati, alberi pluridecennali e imponenti rimossi in tutto o in parte, sentieri rovinati da mezzi pesanti, rifiuti e residui edilizi sparsi in più punti. Questo accade in una zona boschiva che, oltre ad essere uno dei pochi polmoni verdi rimasti intorno a Gallarate, offre un prezioso rifugio a una fauna sempre più confinata in aree ristrette dall’urbanizzazione galoppante nel sud della provincia (ultimo il devastante intervento per la costruzione del tratto ferroviario T2). Qui, ricordiamo, vive il rarissimo pelobate fosco insubrico, nella zona umida che il Parco Ticino ha scelto per un importante progetto di ripopolamento.

Ora anche gli incendi mettono in pericolo un ambiente fragile, minacciato e già provato. Tanti residenti di Moriggia e di Crenna manifestano il loro amore per questo ecosistema, che è un valore per tutta la comunità, e si stanno impegnando in prima persona per la sua tutela. La partecipazione civica è un grande segno di speranza e la migliore garanzia che questi boschi restino in eredità alle future generazioni di Gallaratesi e non
siano divorati da sete di profitto ed espansione urbana. Come Comitato, ci uniamo alle richieste dei cittadini e ci appelliamo al necessario impegno delle Istituzioni. Ad esse chiediamo che insieme – il Parco Ticino e il Comune di Gallarate – impongano misure severe per preservare e ripristinare questo ecosistema. Si fermino i tagli per i prossimi anni per permettere al bosco di riprendersi, si promuova una ripiantumazione nelle aree disboscate e si curi la preservazione di quelle devastate dal fuoco, si monitori la fauna che, in una situazione di fragilità strutturale, affronterà nuove difficoltà per trovare cibo e rifugio, si contrastino tutte le forme di illegalità e di abuso. Ci attendiamo risposte concrete e coraggiose perchè questi boschi continuino ad essere un luogo vivo da valorizzare per tutti e non un territorio da consumare e distruggere per l’interesse o
l’irresponsabilità di pochi.

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Pubblicato il 10 Aprile 2026
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