Pagella addio! Arriva il Portfolio
La scuola cambia il modo di comunicare voti e giudizi. Non più la scheda, ma un documento corposo che riassume tutta la storia dello studente
Finisce il primo quadrimestre, arrivano le pagelle. O no?
Dopo le "pagelle fai da te" dello scorso anno, il Ministero dell’Istruzione ha fatto marcia indietro e ha cambiato rotta: modello unico per tutti. Ma di che cosa? La Riforma innova e mette in soffitta l’antico strumento di giudizio per introdurre il "Portfolio", una sorta di libro dove scrivere tutta la carriera scolastica, con l’indicazione del lavoro svolto e della risposta dell’alunno alle sollecitazioni dei docenti, in collaborazione con i genitori.
In base al testo legislativo, il Portfolio deve essere composto da tre parti: una obbligatoria che equivale all’antica scheda di giudizio. Una seconda, parzialmente libera, dove vanno spiegati gli obiettivi e i metodi di giudizio, e una terza facoltativa, che ogni scuola sviluppa in autonomia.
La decisione di Roma è stata salutata dai più con un sospiro di sollievo: l’anarchia veniva considerata un pericolo per l’integrità dell’intero sistema scolastico italiano. Con la liberalizzazione delle paggele come si sarebbe ottenuta l’unità di giudizio?
Quest’anno, dunque, le scuole dovranno scrivere giudizi e commenti su un modello base fornito direttamente dal Miur. Una griglia blindata su cui apportare cambiamenti residuali: «Finalmente si è fatta chiarezza – commenta il dirigente del plesso di Comerio Antonio Antonellis – le direttive ministeriali sono chiare e abbiamo linee guida precise. Rimane a nostro carico la stampa dei singoli documenti. Per questo il nostro plesso si è unito in rete con altri 16 istituti comprensivi per abbattere i costi. Per mancanza di fondi, però, abbiamo deciso di affiggere nelle scuole gli obiettivi specifici e i descrittori previsti dal portfolio, a disposizione dei genitori interessati».
Soddisfatto del nuovo corso della Riforma è il dirigente della scuola elementare Marco Polo di Busto Gianpietro Scelsi: «Da tempo abbiamo istituito una commissione ad hoc per seguire l’evolversi della riforma. Ci siamo mossi con cautela, quindi le ultime novità non ci hanno trovato impreparati. Anche i recenti tagli della Finanziaria non ci hanno danneggiato grazie alla gestione oculata dello scorso anno. Stiamo lavorando alle schede di valutazione. Il portfolio sarà pronto per la fine dell’anno. Sono contento che si sia tornati al modello unico: la pagella è un documento solenne, una sintesi ufficiale. Come si poteva liberalizzarla?»
Nessuna difficoltà si registra nel terzo circolo di Gallarate dove il dirigente Giuseppe Giarratana dichiara di non aver avuto alcuna difficoltà ad adeguarsi: «Abbiamo un’apposita commissione che sta lavorando. Entro la fine dell’anno avremo l’intero portfolio, necessario soprattutto ai bambini di quinta. Quanto alla stampa, come lo sorso anno ci siamo "arrangiati" in sede con il fotoincisore in dotazione e con l’aiuto dell’amministrazione comunale».
L’unico dirigente contrariato dalle innovazioni introdotte dal Miur è Roberto Fassi, del sesto circolo varesino: « Ci avevano parlato di autonomia, di innovazioni, di cambiamenti. Poi è tutto sfumato: il portfolio è stato deciso a Roma, il tutor ha visto sfumare le sue caratteristiche. Ora attendiamo le prossime elezioni generali per capire cosa succederà». Il sesto circolo aveva creduto concretamente all’autonomia, tant’è che la commissione interna aveva elaborato un modello di scheda veramente personalizzato, con l’effige di Palazzo Estense e del gonfalone varesino. Poi la doccia fredda: i voti verranno segnati su una griglia unica per tutti: «Noi lo scorso anno, in effetti, avevamo segnalato il pericolo dell’eccessiva liberalizzazione delle schede, ma pensavamo ad un modello standard che si potesse comunque arricchire. Stiamo valutando come realizzare il portfolio: un raccoglitore, una cartelletta, un supporto informatico. Ma ci muoviamo con i piedi di piombo».
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