Sonia Serati aderisce a Forza Italia, PiùGallarate chiede le dimissioni
La lista civica, nelle cui file la consigliera comunale è stata eletta nel 2021, dice che "passare tra le fila della maggioranza utilizzando i voti di PiùGallarate è vergognoso e inaccettabile. Fino a ieri criticava la mancanza di visione della maggioranza”
La decisione della consigliera comunale Sonia Serati di aderire a Forza Italia apre uno scontro politico con PiùGallarate, la lista civica con cui era stata eletta quattro anni fa (nella foto: la campagna elettorale di allora). Il gruppo ha diffuso una nota dai toni molto duri, chiedendo alla consigliera di rassegnare le dimissioni.
“Spiace prendere atto quest’oggi, e a mezzo stampa, della scelta di Sonia Serati di passare tra le fila di Forza Italia”, afferma PiùGallarate, ricordando la propria identità di lista civica “a carattere liberale ed europeista”.
Secondo il movimento, il passaggio di Serati in una delle forze politiche che sostengono la maggioranza rappresenterebbe una rottura con il mandato ricevuto dagli elettori. “Passare tra le fila della maggioranza utilizzando i voti di PiùGallarate è vergognoso e inaccettabile”, si legge nel comunicato. “Il Consiglio comunale non diventerà il mezzo di propaganda elettorale personale di Sonia Serati con i voti e lo sforzo del nostro gruppo”.
La richiesta di dimissioni
PiùGallarate invita quindi la consigliera a lasciare l’aula, consentendo alla lista di continuare a essere rappresentata da un esponente coerente con il progetto originario.
“Invitiamo fermamente Sonia Serati a rassegnare le dimissioni, tenendo fede all’impegno preso quattro anni fa con gli elettori gallaratesi”, afferma il gruppo. “Chiediamo un passo indietro affinché il gruppo e la lista possano continuare a essere legittimamente rappresentati in aula”.
La lista aggiunge che una scelta diversa finirebbe per confermare le valutazioni di chi, negli ultimi anni, aveva osservato un progressivo avvicinamento della consigliera alle posizioni del centrodestra.
Le critiche alla maggioranza
PiùGallarate sottolinea inoltre quella che considera una contraddizione tra la nuova collocazione politica di Serati e le posizioni espresse dalla consigliera durante il mandato. “Nei suoi interventi in Consiglio comunale Sonia ha sempre sottolineato, quasi fosse un mantra, la totale mancanza di visione di questa maggioranza, giudicata incapace di avere una progettualità a lungo termine”, sostiene la lista.
Serati, secondo PiùGallarate, dovrà quindi spiegare come possa ora sostenere una coalizione guidata da un sindaco che il gruppo accusa di aver alimentato divisioni nella città, anche in vista del proprio futuro politico dopo la conclusione del mandato.
Il comunicato respinge anche l’eventuale interpretazione di un ingresso nel centrodestra finalizzato a moderarne le componenti più radicali. Per PiùGallarate esisterebbe infatti “un abisso politico e culturale” rispetto a forze e personalità come Roberto Vannacci, Matteo Salvini e il Popolo della Famiglia.
Intermite: “Una mossa dettata dall’opportunismo politico”
A ribadire la posizione della lista è il coordinatore politico Matteo Intermite, che richiama Serati al rispetto degli elettori: «Mi auguro che Sonia Serati sappia essere coerente fino in fondo con il percorso fatto finora, e rispettosa nei confronti di chi ha scelto di sostenere questo progetto civico. La coerenza, prima ancora che a noi, la deve a chi l’ha votata» dice Intermite.
«Chi ha criticato l’attuale maggioranza per assenza di visione non può ora scegliere di rafforzarla aderendo a una delle forze politiche che la compongono, in una mossa che appare dettata solo da opportunismo politico».
Secondo il coordinatore, Serati avrebbe potuto scegliere liberamente una nuova collocazione politica al termine del mandato, ma non durante la consiliatura iniziata con i voti raccolti dalla lista civica. «Al termine del mandato quinquennale potrà fare le scelte personali che più le aggradano, ma fino a nuove elezioni i votanti di PiùGallarate meritano di essere rappresentati da persone che ne incarnano ancora i valori», conclude Intermite. «Per questo chiediamo le dimissioni: abbiamo il dovere di tutelare e non tradire la fiducia e la voce di 1.244 cittadini».
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