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I dati della ricerca sul lavoro irregolare in provincia sono sconcertanti. L’11 dicembre scorso le Camere di commercio di Varese, Milano e del Verbano-Cusio-Ossola affidarono al dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale l’incarico di consulenza scientifica per la realizzazione di un’indagine conoscitiva del fenomeno del lavoro non regolare. Il rapporto finale della ricerca è ora nelle mani degli enti che l’hanno commissionata. Marco Molteni, segretario generale della Uil e membro della Giunta della Camera di commercio traccia le linee delle azioni future. "Adesso il nostro compito è quello di discutere e pubblicizzare la ricerca. Il momento clou sarà un convegno-seminario, da realizzare entro la fine dell’anno, dove i soggetti presenteranno i dati e si confronteranno. È certo che emerge una situazione davvero inquietante". Le prime indiscrezioni sulla ricerca lasciano davvero a bocca aperta sia per i numeri che per le valutazioni fatte dai ricercatori. Il fenomeno del lavoro irregolare a Varese assume tratti più marcati di quanto registrato nel resto della regione e a Milano. "In conclusione, – afferma il ricercatore, – il lavoro nero è utilizzato da una quota rilevante di imprese – pari a oltre il 60%, prevalentemente di piccole e medio-piccole dimensioni". I dati analizzati sono presi dalle rilevazioni ufficiali dell’Ispettorato del lavoro. Il settore edile si dimostra il "regno" del lavoro irregolare, ma anche l’impresa manifatturiera e chimica non restano indietro. Il fenomeno è di dimensioni incredibili nelle aziende piccole dove il tasso di irregolarità raggiunge il 60% delle unità. Molte le ragioni di tale situazione. Sulle soluzioni i ricercatori accennano a due questioni. Occorre "agire sulle convenienze reciproche degli attori coinvolti nello scambio di lavoro nero è infatti il sistema forse migliore per agire efficacemente contro il lavoro irregolare". L’altro aspetto è legato alla realtà degli extracomunitari. "La rigidità della legislazione sui permessi di residenza agli extracomunitari possa rappresentare uno dei fattori che spiegano la diffusione del lavoro nero… Le fobie di una società ricca verso gli immigrati si trasformano così in un ulteriore fattore di deterioramento della vita sociale ed economica di quella stessa società, la quale incentiva l’irregolarità e il lavoro nero di coloro i quali potrebbero invece lavorare regolarmente e contribuire al finanziamento di quel sistema di sicurezza sociale di cui alla fine beneficeranno in prevalenza gli italiani. È una vera e propria spirale negativa quella che sembra essersi attivata nelle regioni ricche del nostro paese". Dati, tabelle e altri elementi li presenteremo prossimamente.
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