Cinque Ponti: un progetto che non serve alla città
La chiusura invernale del Sempione preoccupa Ascom che chiede addirittura di rivedere il progetto dei Cinque Ponti
«Così come è oggi rappresenta un’opera faraonica sproporzionata rispetto alle reali esigenze del traffico della città». A parlare dei Cinque Ponti e dei lavori di completamento del principale svincolo di ingresso alla città è Giorgio Broggi, direttore di Ascom Busto Arsizio. Insomma il progetto così come si è evoluto negli anni risulta altro rispetto agli aggiustamenti previsti in origine. E oggi, fosse per il rappresentante dell’associazione che cura gli interessi dei commercianti, il problema dei Cinque Ponti potrebbe risolversi con due semplici rotatorie. Il progetto attuale non piace ad Ascom che chiede variazioni significative e una cantierizzazione che eviti la chiusura del Sempione per mesi. Se le richieste resteranno inascoltate, l’associazione busserà alla porta del sindaco, allo scopo di essere più incisiva.
«Ci sembra che il progetto oggi sia eccessivo rispetto al traffico che risulta caotico soltanto nelle ore di punta e senza essere fra altro paragonabile a quello di Milano, i Cinque Ponti dai progetti che abbiamo visto solo poco tempo fa, non mi sembrano rispecchiare la situazione del traffico cittadino e la nuova viabilità rischia invece di intasare strade interne, come via Castelfidardo» aggiunge Broggi.
Ma non è tutto. «La chiusura invernale rappresenterebbe una tragedia, a pagarne le conseguenze saranno le aziende commerciali del Sempione e lo stesso centro ne risentirebbe – dice il direttore – a questo riguardo c’è quindi una forte preoccupazione da parte dell’associazione».
E se questa rappresenta una delle preoccupazioni anche la grande distribuzione non smette di minacciare il commercio dei centri cittadini. Servono scelte strategiche e a questo proposito l’associazione ha più volte indicato come possibilità di sviluppo per l’area delle nord un centro commerciale, ma specializzato e di qualità. Un suggerimento che più volte è stato indirizzato all’amministrazione comunale, che ora risulta avvalorato anche dalla fermata del Malpensa Express.
«Abbiamo apprezzato le posizioni dell’amministrazione comunale sulla grande distribuzione – conclude Broggi – ma ora chiediamo che i comuni e la provincia si dotino di quegli strumenti in grado di indirizzare lo sviluppo della città, di mettere paletti e identificare l’interesse della città, anche per evitare concessioni estemporanee. Ora nelle conferenze di servizi gli enti contano di più». È dunque bene che facciano pesare questo potere assunto con l’approvazione della legge regionale sul commercio, aggiunge il direttore di Ascom.
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