Il Comune “multa” la Moschea
L'ordinanza di chiusura non viene rispettata e l'amministrazione ha avviato il procedimento sanzionatorio per i proprietari dell'immobile. Il vicesindaco: «non è compito dell'amministrazione trovare un altra sede»
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L’Amministrazione Comunale di Gallarate ha avviato un procedimento sanzionatorio nei confronti del proprietario dell’immobile di via Peschiera sinora utilizzato dalla comunità islamica come moschea. La notifica del provvedimento è avvenuta in queste ore, supportata dalle consulenze dei legali del Comune di Gallarate, che hanno preso in esame le leggi urbanistiche, quelle dell’edilizia e del codice civile, portando l’Amministrazione Comunale alla decisione di affrontare il mancato rispetto dell’ordinanza di chiusura emessa il 24 giugno scorso. E così è stato inviato al proprietario dell’edificio un avviso di avvio di procedimento sanzionatorio nei suoi confronti. «L’immobile era stato affittato per essere utilizzato come luogo di culto – spiega il vicesindaco e assessore alla Sicurezza del Comune di Gallarate Paolo Caravati – e questo non è possibile. La procedura seguita dal Comune è quella che viene utilizzata nei confronti di tutti coloro che commettono un abuso edilizio, ed è adottata quale conseguenza in caso di mancata dismissione dell’uso contestato e illegittimo. Se la diffida alla dismissione del contestato ed illegittimo uso dovesse ancora essere disattesa, la sanzione prevista è l’acquisizione in mano pubblica dell’edificio e delle sue pertinenze. Il proprietario avrà trenta giorni di tempo per presentare eventuali difese e deduzioni». D’altra parte l’Amministrazione Comunale ritiene un obbligo importante quello di far rispettare le proprie ordinanze a tutti i cittadini. «È impensabile – prosegue Caravati – che i musulmani, regolarmente residenti, e che sono perciò considerati ad ogni effetto cittadini uguali agli altri, pretendendone giustamente gli stessi diritti, non rispettino poi quelli che sono i doveri derivanti da leggi, regolamenti e ordinanze. Il Comune non ha mai rifiutato la propria collaborazione e disponibilità, ma come si può parlare di "reciproco rispetto" di fronte a un gruppo che non "rispetta" il Comune, disattendendone le ordinanze e non dimostrando nessuna buona volontà a risolvere il problema, mentre avanza solo pretese? Il provvedimento, che non è specifico per la moschea, bensì per tutti gli abusi edilizi, non ha nulla di politico, ma deriva dall’esigenza e dall’obbligo da parte dell’Amministrazione di far rispettare a tutti i cittadini indistintamente leggi, regolamenti e ordinanze». Infine, in merito al reperimento di un immobile idoneo all’esercizio di culto islamico, il vicesindaco Caravati sottolinea che tale ricerca non è compito dell’amministrazione pubblica. «Peraltro – conclude – il Comune di Gallarate non ha nel proprio patrimonio spazi adeguati a tale scopo». |
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