“Processate l’Imam Zergout ei suoi collaboratori”
Chiuse le indagini sui vertici della moschea di via Giusti: per la procura milanese lì funzionava una cellula che appoggiava il terrorismo in Marocco
La procura distrettuale di Milano chiede di processare i vertici della moschea di Varese: per l’imam Majid Zergout, per i suoi più stretti collaboratori Mohamed Raouiane e Adbelillah El Keflaoui il reato è il controverso articolo 270 bis, terrorismo internazionale. Sono accusati di aver fatto parte di un’organizzazione che aveva uno scopo eversivo, instaurare in Marocco una repubblica islamica rovesciando la monarchia regnante. Gli elementi di prova raccolti dalla Digos di Varese e dai carabinieri dei Ros hanno dunque superato almeno la prima prova. Anche perché i tre islamici, che si trovano in carcere dal 7 maggio scorso hanno opposto il silenzio agli interrogatori degli inquirenti milanesi. La richiesta di rinvio a giudizio poggia sugli elementi già raccolti dall’ordine di arresto. Su Zergout e i suoi sodali pesano innanzitutto le dichiarazioni di Noureddine Nafia, un ex mujaheddin marocchino, oggi collaboratore della giustizia che racconta di aver conosciuto proprio l’imam varesino e Raouiane in un campo di addestramento per guerriglieri in Afghanistan. Si passa poi a contestazioni specifiche ai singoli indagati. Majid Zergout è accusato di aver a lungo navigato, dal computer in uso alla moschea varesina di via Giusti, su siti che commerciano armi (anche razzi terra – aria) o dove sono diffusi i sermoni degli imam più estremisti del mondo arabo. A Raouiane ed El Keflaoui vengono contestati invece alcuni viaggi in Marocco nel corso dei quali sarebbero stati consegnati soldi a familiari di fondamentalisti arrestati per gli attentati di Casablanca. “Sono accuse destinate a dissolversi – commenta l’avvocato Luca Bauccio, difensore dei tre islamici varesini – ai miei assistiti vengono contestati comportamenti che attengono alla sfera delle libertà personali, senza che vi sia un sostegno concreto e diretto ad attività terrostiche”.
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