Sviluppo: la ricetta in cinque punti di Cattaneo
Raffaele Cattaneo, sottosegretario alla presidenza della Regione, interviene ad un convegno CGIL sul tema della crisi industriale e dei nuovi modelli di sviluppo
Per Raffaele Cattaneo sono cinque le chiavi dello sviluppo per la nostra regione. L’influente sottosegretario alla presidenza della Regione Lombardia, stretto collaboratore di Formigoni, le ha esposte nel suo intervento odierno al convegno della CGIL regionale sul tema "Oltre la crisi industriale, quale sviluppo per la Lombardia".
Secondo Cattaneo, occorrono prima di tutto innovazione e un più convinto investimento sul capitale umano, con agevolazioni fiscali per le imprese che fanno ricerca o assumono dottorandi. Inoltre vale il motto "meno rendita e più lavoro": solo a queste condizioni si potrà avere uno sviluppo solido e duraturo (e qui Cattaneo ha criticato il regime fiscale, troppo favorevole alle rendite finanziarie). Quale terzo punto, il sottosegretario ha indicato l’importanza di distretti e metadistretti produttivi quali "modelli industriali di aggregazione capaci di ricreare quelle filiere produttive che in passato sono state fattori vincenti, con la capacità anche di fare sistema". Naturalmente Cattaneo non si è lasciato sfuggire l’occasione per perorare maggiori e migliori investimenti in infrastrutture, quale quarto punto saliente della sua ricetta per lo sviluppo, che si conclude con un invito a ridurre la precarietà del mercato del lavoro senza per questo buttare i vantaggi della flessibilità.
"Per non rassegnarsi al declino, vincere il rischio della crisi e rilanciare lo sviluppo, occorre valorizzare il lavoro e il capitale umano, il che vuol dire investire sulle persone, sul loro talento, sulle capacità di progettare innovazione, sul coraggio di avviare nuove attività" ha dichiarato Cattaneo. Tali principi costituiscono per lui "il fulcro della nostra politica di governo dello sviluppo". L’intervento di Cattaneo si è concluso su toni ottimistici, sottolineando la crescita dei posti di lavoro in Lombardia (66.000 in più nel 2004 rispetto all’anno precedente), che diventano 80.000 con i nuovi occupati del primo trimestre 2005.
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