Questione Accam, interviene la Casa delle libertà
I segretari cittadini del centro destra cittadino espongono la propria posizione
Riceviamo e pubblichiamo
La convenzione fra l’allora Consorzio Accam e l’Amministrazione Comunale di Busto Arsizio è scaduta da tre anni. Il percorso individuato e definito a livello politico prevedeva la trasformazione del Consorzio in Società per azioni, un nuovo Consiglio di amministrazione, un nuovo Presidente e la sottoscrizione di una nuova convenzione.
All’atto della trasformazione da Consorzio in SpA tutti questi impegni sono stati concretizzati tranne la sottoscrizione della nuova convenzione.
Per cui bisogna stare molto attenti nell’analisi del problema Accam anche perchè il rinvio della sottoscrizione sella nuova convenzione è stato motivato da cavilli di vario tipo inaccettabili.
La nuova convenzione infatti non si limitava a fare chiarezza sugli aspetti patrimoniali dell’Amministrazione Comunale di Busto Arsizio, ma soprattutto poneva al centro i diritti e la salute dei cittadini ed una attenta e definita politica ambientale, non sempre tenuta in debita considerazione nei precedenti periodi di gestione.
Non solo, ma anche negli ultimi tre anni nulla è stato fatto e besta andare a fare una passeggiata intorno ai boschi che circondano l’area dell’inceneritore per rendersene conto in maniera concreta.
L’approvazione della convenzione è anche un modo per tutelare i diritti di Accam SpA e di permettere alla stessa di poter procedere in un quadro di certezze, sia in termini di programmazione degli investimenti che in termini gestionali.
La convenzione è un atto politico amministrativo di competenza specifica dell’Assemblea dei Soci e non frutto di personalismi da affrontare nel chiuso di quattro mura.
Il CdA deve garantire il buon funzionamento dell’impianto ed una corretta gestione su cui anche recenti "incidenti" lasciano ombre pesanti; basti pensare alla situazione dei forni di cui uno è fermo da oltre quattro mesi.
L’approvazione della convenzione poi scioglierebbe tutte le questioni tutt’ora aperte, tagliando la strada con chiarezza a soluzioni clientelari inaccettabili perché non garantiscono un bene importante e che deve essere al di sopra di tutti gli interessi particolari, quali la salute dei cittadini.
L’Amministrazione Comunale di Busto Arsizio si è sempre mossa con grande trasparenza come testimoniano le discussioni ed i documenti approvati all’unanimità dal Consiglio Comunale della Città. Gli atti conseguenti presi dal Comune di Busto Arsizio sono atti dovuti sia nei confronti dei cittadini che nei confronti di Accam SpA.
Non è vero che Busto Arsizio sia isolato all’interno dell’Assemblea dei soci, infatti diversi comuni sono aperti al dialogo e non alla rottura; dialogo al quale il Comune di Busto Arsizio si è sempre dichiarato disponibile.
Quindi non è vero che Busto Arsizio sia contro tutti.
Non solo, ma la volontà di dialogo di Busto Arsizio con le altre Amministrazioni è ampiamente documentabile, come dimostra il comportamento dell’Amministrazione Comunale per quanto riguarda, ad esempio, lo sviluppo ed il potenziamento delle attività del Polo Scientifico Tecnologico Lombardo e di Malpensa Fiere.
I segretari politici di An, Forza Italia, Lega Nord, Udc
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