Tino Stefanoni: quando l’arte è solo un oggetto

Un’esposizione allo Spazio Cesare da Sesto ripercorre l’intera storia di questo artista, dal 1967 al 2004

Lo Spazio Cesare da Sesto, a Sesto Calende, ospita in questi giorni una personale di Tino Stefanoni, l’artista lecchese che da più di trentacinque anni è presente sulla scena artistica internazionale.

L’arte di Stefanoni è divisibile in due fasi autonome ed allo stesso tempo intimamente connesse. I suoi primi quadri hanno come soggetto degli oggetti, spesso riprodotti in serie, disegnati quasi fumettisticamente su uno sfondo piatto. Questi beni di uso quotidiano, resi così aseticcamente, hanno una valenza sottilmente ironica, perché ricordano delle icone sacre. Ma c’è di più: l’artista non si limita a denunciare il mondo moderno, che idolatra le cose, ma fa una riflessione sull’arte stessa. Anche qui infatti, come in molti altri artisti contemporanei, è abbandonato l’antico desiderio di una pittura che “rappresenti” le cose, ma ci si limita a presentarle, cioè a metterle semplicemente sulla tela, per come sono.

Se quindi, in questa prima fase, sembra che la bravura dell’artista stia nella rielaborazione di concetti già presenti nel panorama artistico mondiale, nella seconda il ragionamento si evolve, raggiungendo risultati ancor più originali. La seconda stagione di Stefanoni è caratterizzata da soggetti che esasperano, volutamente, la tradizione rappresentativa. In questi quadri si riprendono ipotetiche “lezioni di belle arti”, con esercizi sulla luce, il chiaroscuro e l’uso del colore. Non è un caso che molte opere di questo periodo ricordino Van Gogh, l’artista in cui l’uso del contrasto era già portato agli eccessi. L’artista sembra così accorgersi che l’arte non solo non può rappresentare le cose, ma non può nemmeno presentarle, per il semplice motivo che l’arte stessa è un oggetto, alla stregua di un tavolo o un imbuto. Quindi i quadri cominciano ad ostentare quello che sono: semplice frutto della tecnica pittorica padroneggiata dalle mani dell’artista.

La mostra rimarrà aperta fino al 19 dicembre, dal mercoledì al sabato dalle 17 alle 19, sabato e festivi anche dalle 10.30 alle 12.30. 

Per ulteriori informazioni sull’arte di Tino Stefanoni: www.tinostefanoni.com.

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Pubblicato il 23 Dicembre 2004
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