«Per rappresentare i lavoratori servono nuovi stimoli»
Grandi aspettative della Uil dalle prossime elezioni Rsu. In primo piano i precari e i problemi economici.
E’ ottimista Gabriele Dellutri, Segretario Provinciale del Pubblico Impiego della Uil, rispetto alle prossime elezioni delle Rsu del pubblico impiego in programma fra il 15 e il 18 novembre.
Nonostante il momento attuale sia piuttosto problematico sotto vari aspetti, una riqualificazione dei rappresentanti sindacali potrebbe essere un buon punto di partenza per cominciare una nuova fase.
Come vivono i dipedenti queste elezioni?
Devo ammettere che c’è un pò di stanchezza e forse di scoraggiamento. Questa è già la terza che si vota per le Rsu, ci troviamo quindi in un momento di passaggio in cui è necessario imporre un cambiamento.
All’interno dei sindacati sono necessari nuovi stimoli e quindi una riqualificazione dei rappresentanti.
Che tipo di rappresentanza ha la Uil sul territorio?
Noi come sindacato siamo presenti in tutti i posti lavoro nel comparto Stato e parastato e abbiamo svolto sinora un’azione molto efficace. Proprio per questo da queste elezioni ci aspettiamo che la nostra rappresentanza possa aumentare.
Quali sono i problemi da affrontare?
Sicuramente il settore del pubblico impiego ultimamente è nell’occhio del ciclone, e dovremo concentrarci soprattutto sui problemi di natura economica, come il rispetto dei contratti e l’agganciamento degli stipendi all’aumento del costo della vita.
Ci sono alcune tipologie di lavoratori che al momento non hanno alcuna rappresentanza, come gli immigrati e i precari. La Uil si era battuta perché questi ultimi avessero il diritto di voto, ma non siamo riusciti. L’aumento dei contratti a tempo determinato è una realtà sempre più dilagante, e uno degli scopi dell’azione sindacale deve proprio essere quella di stabilizzare la situazione di questi lavoratori.
Come sono stati fino ad adesso i rapporti con gli altri sindacati?
Direi che sono stati buoni. Sicuramente la collaborazione è più stretta con gli altri organi confederali quali Cisl e Cgil, mentre ci sono più problemi con quelli autonomi. Spesso le loro politiche spregiudicate si scontrano con i metodi utilizzati da noi, concentrandosi maggiormente sulle chiacchiere piuttosto che sui problemi reali.
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