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«Siamo senza aule e ci impediscono di lavorare». È la protesta di oltre una cinquantina di studenti delle classi quarte e quinte della sezione Geometri dell’Istituto tecnico Don Milani di Tradate. La struttura è stata già al centro di polemiche a inizio anno, quando la preside della scuola, Adriana Pradi Battaglia, aveva segnalato alla Provincia un boom di iscrizioni che aveva portato alla creazione di ben 9 classi prime contro le 2 dell’anno precedente. Causa di questo boom di iscrizioni, una vasta offerta formativa e una grande operazione pubblicitaria compiuta lo scorso anno. Operazione che ha promosso, oltre al corso di Geometri, anche l’indirizzo grafico e pubblicitario. La soluzione del problema si è poi trovata in accordo con l’Amministrazione Comunale che ha messo a disposizione della scuola 5 aule al terzo piano del Municipio. «Adesso però a rimetterci siamo noi – spiegano i ragazzi che questa mattina, venerdì 15 novembre, si sono rifiutati di entrare in classe – L’aula tecnigrafi è stata smantellata per far spazio a nuove aule e i tavoli di lavoro ora si trova accatastati nella casa del custode. Siamo costretti a fare i disegni con le squadrette e su dei semplici tavoli». All’obiezione che comunque oggi è tutto computerizzato, anche il disegno, i ragazzi denunciano che «anche la sala computer non è idonea a soddisfare tutte le esigenze. Questo spazio è stato ridotto per far posto ad altre nuove aule. E poi funzionano solo sette computer; la preside ne aveva promessi di nuovi, ma ci ha risposto che la Provincia ha messo a disposizione i fondi solo per l’anno prossimo». I ragazzi, però, dicono di non essersi fermati solo a protestare. I rappresentanti di istituto avevano proposto alla preside di utilizzare la sala computer nei pomeriggi extra-scolastici. «La preside ci ha risposto che la cosa non era possibile perché l’aula computer nel pomeriggio viene utilizzata dai corsi per esterni. Ha detto che la scuola è un’impresa e che si deve adattare a quest’ottica. Ma a rimetterci siamo solo noi studenti, costretti a disegnare sui banchi e a litigare per usare i computer». In una lettera scritta ai docenti della scuola e alla preside, i ragazzi lamentano anche inadeguatezza dei servizi igienici, inosservanza delle uscite di sicurezza, inosservanza della legge 626 per la sicurezza allo studio. «Tutte queste inosservanze – si legge nella lettera – sia delle strutture, ma soprattutto della mancanza di aula tecnigrafi e computer, vanno a penalizzare la nostra istruzione e le nostre conoscenze fondamentali per il nostro futuro lavorativo. Tutto ciò ci fa sospettare ad una voluta penalizzazione del corso per geometri. Il nostro corso deve rimanere in tutte le sue funzioni e vogliamo che venga attestata la diminuzione di questo».
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