Basilea 2, da spauracchio a opportunità
Si è svolto presso la sede di CNA un convegno per operatori che ha cambiato il volto ad una questione che preoccupava parecchio le Piccole Imprese
Si pensava avrebbe di fatto “tagliato fuori” dal finanziamento delle banche la maggior parte delle piccole imprese, alzando pesantemente i prezzi dei prestiti e mettendo all’angolo anche quella che era la valvola di sfogo per gli imprenditori piccolissimi, cioè il sistema dei Confidi.
E invece l’accordo detto “Basilea 2” rischia di rivelarsi un opportunità per le imprese: se non di risparmio sugli interessi passivi, almeno di maggiore conoscenza tra gli istituti di credito e il tessuto produttivo formato dalle imprese più piccole, avvalendosi in particolare – se la riforma dei Confidi andrà in porto nella maniera più ampia – del rapporto di fiducia tra Istituti di Credito e Consorzi fidi locali.
Una scoperta a sorpresa, avvenuta durante il convegno "Credito alla piccola impresa e all’artigianato: il presente ed il futuro" emersa dal dibattito condotto da Giuliano Dini, direttore della banca d’Italia di Varese, Roberto Villa presidente di Fedart Fidi e di Artigiancredit Lombardia, Alessandro Bragazzi, responsabile dell’ufficio Risk Managenment di Banca Intesa sotto l’”occhio vigile” di Vito Tioli, presidente di Fidimpresa, il consorzio Fidi CNA Varesino.
«Se la prima stesura di Basilea 2 penalizzava oggettivamente il tessuto economico su cui è fondato il nostro paese, cioè le piccole e medie imprese – ha sottolineato Gaetano Meo, di Banca Intesa – bisogna ammettere che l’ultima stesura prevede addirittura un risparmio per le piccole imprese, trattate, al di sotto di un certo patrimonio, né più né meno come la clientela Retail».
Un risultato frutto della mediazione della banca d’Italia, che di fronte alle proteste degli operatore del settore, ha poi portato in risalto in seconda battuta, la particolare realtà italiana. «Bisogna ammettere che la Banca d’Italia conosceva in modo del tutto marginale il ruolo dei confidi, che in Italia gestiscono il 60% del credito delle piccole aziende, contro il 40% del resto d’Europa – ha spiegato Roberto Villa, presidente di Fedart Fidi e di Artigiancredit Lombardia – Però, con le questioni sollevate da Basilea 2 c’è stata l’occasione per “conoscersi meglio”. Ora non bisogna perdere l’occasione per mantenere questi rapporti».
Così, quello che fino a poche settimane fa era un vero e proprio spauracchio, è diventata un’occasione da studiare, un’opportunità di incontro tra realtà spesso contrapposte: «I cambiamenti causati da Basilea 2 sono una grande opportunità per tutti: Istituti di Credito, Confidi e aziende. – chiosa infatti Alessandro Bragazzi, di BPU – Ma non si può leggere la complessità con strumenti troppo semplici, e quello che ci troviamo davanti è un comprensibile quanto utile sforzo di adattamento».
Inevitabile perciò, per gli organizzatori, fissare un secondo appuntamento, che il presidente di Fidimpresa, Vito Tioli, ha dato indicativamente tra tre mesi. Ancora tra operatori, con la speranza di un abbraccio più stretto. Che possa poi, entro la data in cui Basilea 2 entrerà in vigore, far tirare un sospiro di sollievo ai piccoli imprenditori in cerca di finanziamenti
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