E’ varesina la “clinica mobile” del motomondiale

La celebre carrozzeria industriale Franzisella di Casciago ha prodotto l’ultimo modello della struttura che consente di ospitare un’équipe medica al servizio di ogni gara del GP su due ruote

Sessantacinque metri quadrati con otto posti letto, una chirurgia, una radiologia e un reparto di fisioterapia. E ancora un team medico composto da 18 specialisti che operano a ritmi frenetici. Non stiamo parlando di un nuovo pronto soccorso bensì di una vera e propria clinica mobile attrezzata di tutto punto per offrire assistenza ai corridori – e non solo – nei gran premi del motomondiale. Ed è divenuta oramai una produzione tipica di Casciago, alle porte di Varese, questa clinica su quattro ruote (ma in realtà sono molte di più a trainare il veicolo, mosso da una motrice 394 Magnum Renault) in grado di spostarsi su ogni campo di gara.
«E’ oramai il secondo modello di clinica mobile che costruiamo per l’équipe medica del dottor Claudio Costa – spiega Paolo Montalbetti, progettista della Franzisella di Casciago – il precedente, la "clinica mobile n° 4", è stata costruita nel 1997, sempre per soddisfare le esigenze degli atleti del motomondiale».

Ma quanto costa e come nasce un prodotto di questo tipo? «Il costo complessivo si aggira attorno al milione di euro – continua il tecnico. L’idea di dotare il team che segue il moto mondiale nasce negli anni 70’ quando gli addetti ai lavori si resero conto che non era più possibile poggiarsi unicamente sulle infermerie dei circuiti, spesso non sufficientemente attrezzate per effettuare interventi o semplici sedute di fisioterapia. Da qui l’idea di dotarsi di una struttura di questo genere. I tempi per la realizzazione di questo mezzo non sono stati lunghi: la progettazione è iniziata alla metà dello scorso ottobre per completarsi verso la metà di aprile, così da mettere su strada la clinica per il suo debutto a Jerez, nel GP di Spagna. In tutto sono 8 i posti letto disponibili. Appena saliti si parte da una sala d’attesa per poi giungere in tre posti letto della fisioterapia, tre della chirurgia e due della radiologia. Sul mezzo è anche disponibile una camera oscura».

Una produzione specifica, non di serie, che è tipica della Franzisella, una spa di un centinaio di dipendenti con un fatturato annuo di una quindicina di milioni di euro che non ha però perso l’impronta della piccola impresa artigiana, nata come carrozzeria per auto e pullman.
«Iniziammo nel 58’ – spiega il fondatore della società, Vittorio Isella – quando Enrico Mattei, allora alla guida dell’Eni, ci chiese di disegnare e produrre degli alloggi in acciaio per gli operai dei pozzi petroliferi, in modo da sostituire quelli in legno, oramai superati». Da qui il balzo dell’azienda tutto improntato su produzioni su misura: camion-regìa Rai per collegamenti satellitari, uffici postali mobili, addirittura stazioni dell’ENEA in Antartide oltre, ovviamente, all’oramai celebre clinica mobile.

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Pubblicato il 12 Luglio 2002
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