Presi i ladri della moschea
Sono stati arrestati dalla Digos. Ad incastrarli uno zelo troppo musulmano
Sono due islamici, un tunisino, k.M. di 35 anni, e un siriano, J. M. di 18, gli autori del furto della cassaforte alla moschea di via Giusti. Gli agenti della Digos di Varese, coordinati dalla dottoressa Manuela Ori, li hanno arrestati dopo un’attività di indagine durata alcuni mesi. Il furto era avvenuto, infatti, nella notte tra il 18 e il 19 febbraio scorso, anche se in realtà era stato preceduto, qualche giorno prima, da un altro “sopralluogo” dei ladri. Ad insospettire la polizia è stato un particolare minimo, ma significativo: sulla cassaforte c’erano dei libri sacri, che, al momento di asportarla dalla moschea, i ladri si sono preoccupati di riporre nello stesso identico ordine in cui li avevano trovati. Questo zelo, che rivelava forse la paura di un castigo divino e senz’altro un’attenzione di chi conosceva bene il luogo e alcune tradizioni legate al mondo musulmano, ha convinto la polizia a seguire la pista interna.
Dopo alcuni mesi di indagini, il cerchio si è stretto fino all’individuazione dei due arrestati, nelle cui abitazioni è stata ritrovata parte della refurtiva, oltre agli attrezzi per lo scasso. A casa del tunisino è stata rinvenuta una fotocopiatrice, che faceva parte del bottino della moschea. Dal numero di codice del costruttore gli agenti sono risaliti al proprietario, la moschea appunto. Le sorprese però non erano finite per la polizia, perché durante le perquisizioni venivano ritrovati anche due quadri di Luciano Lutring, un tempo rapinatore famoso soprannominato “il solista del mitra” e oggi apprezzato solista del pennello, rubati ad Angera.
Tra gli oggetti sequestrati c’è anche un computer, a sua volta rubato, sul cui contenuto gli inquirenti stanno lavorando. Nella cassaforte si presume ci fossero parecchi soldi: il ricavato di una festa tenutasi all’interno della comunità islamica e l’affitto che dovevano pagare al padrone di casa.
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