Il comune “mette a nuovo” i nuclei antichi
In via d’approvazione un progetto che classifica in tre fasce d’importanza alcune aree di valore storico nelle frazioni del paese
Cascine, fienili, case rurali. Ma anche vere e proprie ville di interesse storico e architettonico. Sono queste alcune delle strutture su cui il comune di Cocquio Trevisago sta puntando per un progetto che ha come obiettivo il recupero dei centri storici. Il plurale è infatti d’obbligo quando si parla di un paese come questo, strutturato in diverse frazioni molto differenti fra loro, ma spesso accomunate da riferimenti storici che è necessario conservare.
Per queste ragioni è stato realizzato uno studio affidato ad un team di architetti varesini che ha redatto una sorta di censimento delle aree a maggior pregio storico-architettonico delle diverse zone del paese, allo scopo di verificare quali interventi compiere per conservarne i nuclei storici.
«Il paese viene diviso all’interno di questo studio in tre aree – spiega il sindaco Claudio Molinari – , che rappresentano i principali nuclei di Cocquio. Nella prima area sono individuati gli edifici di pregio sui quali è opportuno attivare interventi conservativi. Fanno certamente parte di questa fascia Villa Vallardi, villa Mattioni e villa Visconti, che rappresentano tre importanti testimonianze di architettura di fine 800, inizi 900. Poi vengono le strutture che necessitano di interventi “intermedi”, come i centri storici delle frazioni e infine gli edifici che costituiscono la testimonianza storica della cultura rurale, vedi cascine e fienili ancora in buono stato. La variante parziale “Nuclei Antichi” è stata per l’attuale amministrazione uno dei punti cardine del programma elettorale, e con questo strumento doteremo i cittadini di un valido strumento per gli interventi futuri».
Lo studio, presentato qualche settimana fa e oggetto di un consiglio comunale aperto, sarà incluso nel prossimo consiglio comunale per l’adozione finale.
Secondo il sindaco è ancora troppo presto per parlare di incentivi da parte dell’amministrazione alla ristrutturazione dei nuclei storici, «anche se è nostra volontà valutare anche questa strada una volta approvata la variante».
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