«Difenderemo le pensioni»
Varese – I sidnacati hanno proclamato uno sciopero generale per il 24 ottobre. mobilitazioni anche a Varese. Parlano i segretari provinciali
Lo sciopero generale si effettuerà venerdì 24 ottobre. Le dichiarazioni del presidente del consiglio hanno accelerato la decisione dei sindacati di manifestare contro la riforma delle pensioni. Anche in provincia di Varese ci sono state mobilitazioni a catena dopo il messaggio del premier.
Poche ore fa la decisione dello sciopero generale. «C’è stata una importantissima prima risposta alle dichiarazioni di Berlusconi – commenta Ivana Brunato, segretaria provinciale della Cgil -. La questione delle pensioni è stata già affrontata nel 1995, con intereventi graduali. Qui si abusa della pazienza dei lavoratori, in particolare di quelli che stanno per andare in pensione. È molto importante che le organizzazioni sindacali abbiano deciso una risposta organizzata di questo tipo. Non si possono accettare messaggi che sono sbagliati nel metodo ed errati nel merito, come quello che ha proposto il presidente del consiglio».
«Questo sciopero è ampiamente motivato – spiega Gianluigi Restelli, segretario della Cisl Varese Laghi -, sia per un problema di merito, in quanto non occorre modificare la riforma Dini, ma soprattutto per un problema di metodo: non si può assistere a due mesi di trattative per poi trovarsi di fronte a cose quasi fatte. Basta vedere la reazione di questa mattina in alcune fabbriche della nostra provincia per capire che lo sciopero sarà molto partecipato».
Secondo Luigi Maffezzoli, segretario della Cisl Ticino-Olona, «è uno sciopero doveroso e inevitabile, soprattutto su un tema delicato come quello delle pensioni. Contestiamo come è stato gestito sia il merito che il metodo. Nel discorso di ieri sera il presidente del consiglio ha detto molte cose non vere, come il sistema pensionistico che era invariato da 50 anni. Non è vero, la riforma effettuata negli ultimi anni è tra le migliori in Europa. Forse ci sono degli aggiustamenti da fare, ma di certo non alzare l’età pensionabile. Sarà una battaglia molto lunga».
«La proclamazione di questo sciopero è una logica conseguenza a un atteggiamento provocatorio con cui viene gestita la maggior parte degli argomenti, dalle finanziaria al discorso pensionistico – commenta Marco Molteni, segretario provinciale della Uil -. È una reazione legittima in considerazione del fatto che con questo governo è impossibile qualsiasi trattativa. Sarà un’iniziativa molto lunga perché i problemi sono tanti».
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