Lazzaroni, piano industriale entro fine mese

Incontro in Provincia con la dirigenza dell’azienda. Entro dieci giorni i colloqui per il ricollocamento dei lavoratori in cassa integrazione. I sindacati: «serve subito qualche cosa di concreto»

La proprietà dell’azienda Lazzaroni conferma la volontà di salvare dalla chiusura il biscottificio e il suo marchio, e promette un nuovo piano industriale per marzo. È quanto emerso durante il nuovo vertice per il futuro del biscottificio Lazzaroni che si è svolto nel pomeriggio di lunedì a Villa Recalcati e al quale erano presenti le rappresentanze sindacali provinciali, la direzione dell’azienda, i sindaci di Saronno e Uboldo, il presidente delle Provincia, Marco Reguzzoni, e un rappresentante del ministero del Welfare, Marco Sartori. Poco prima dell’incontro si è svolta anche una manifestazione dei dipendenti dell’azienda che lamentavano la mancata attuazione delle promesse fatte finora, ovvero il rilancio dell’azienda con una nuova società e l’avvio dei colloqui per il ricollocamento dei dipendenti considerati in esubero. Dipendenti a cui, tra qualche mese, scadrà il periodo di cassa integrazione.

«Qualcosa di più di una mezza promessa per presentare entro la fine di febbraio, o al massimo i primi di marzo, il piano industriale per il rilancio della produzione – spiegano con un comunicato dalla Provincia -. La novità maggiore riguarda comunque l’avvio dei colloqui con i dipendenti che dovranno o vorranno essere ricollocati. L’iniziativa promessa dalla Provincia era rimasta fino ad oggi ferma per la mancata trasmissione degli elenchi dei lavoratori interessati da parte dell’azienda. I colloqui partiranno con la fine di questa settimana, probabilmente già venerdì». Oltre la preoccupazione dei sindacati per il continuo dilungarsi dei tempi, anche Reguzzoni ha espresso qualche perplessità: «Ho insistito con l’azienda perché indichi nelle prossime tre settimane le linee guida del piano industriale e perché entro la metà di aprile ci sia una definizione la più possibile precisa della struttura operativa nel suo complesso. L’azienda non si è sottratta a questi impegni».

Ora, per l’azienda produttrice degli storici amaretti, la situazione non è semplice. Nei primi giorni di marzo il giudice dovrebbe decidere pere la richiesta di sfratto avanzata dalla proprietà dei locali dove ora si trova il biscottificio. La proprietà ha saldato tutte le ùdiciotto mensilità arretrate, ma rimane aperta la questione per il nuovo contratto di locazione. Altra incognita sul futuro dell’azienda e sulla nascita dell’attesa nuova società “Biscottificio di Saronno”, alla quale pare partecipino anche alcuni investitori saronnesi. «La presentazione del piano industriale da parte dell’azienda sarà la cartina tornasole di questa delicata situazione – spiega Domenico Lumastro della segreteria provinciale della Cgil -. Gli impegni sono stati presi e anche la Provincia si è accorta che i tempi sono ormai stretti. Dall’eccessivo ottimismo iniziale siamo adesso in una fase precauzionale. Dobbiamo vedere il piano industriale nei tempi previsti. Non possiamo aspettare la fine della cassa integrazione. Adesso c’è bisogno di qualcosa di concreto in tempi brevi, ne va del futuro dell’azienda e dei lavoratori»


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Pubblicato il 09 Febbraio 2004
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