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Nuovo penitenziario di Varese, avanti tutta, anzi sterzata decisa. Nuovo episodio nella lunga vicenda che dovrebbe portare nel capoluogo una nuova struttura carceraria a Bizzozero al posto di quella attuale. Solo qualche giorno fa l’iter burocratico del progetto avrebbe dovuto affrontare, dopo i mugugni in circoscrizione 6, il delicato passaggio in commissione urbanistica; ultima trafila prima del ritorno alla discussione del consiglio comunale. Solo un protrarsi di altri argomenti all’ordine del giorno ha impedito che la commissione riunita cominciasse il dibattito e la votazione sulla variante urbanistica legata al progetto. Ma a sorpresa, il giorno dopo è arrivato l’annuncio: il sindaco Fumagalli (foto) a Roma, al ministero di Giustizia, avrebbe perorato la causa di un nuovo carcere, ridimensionato rispetto a quello si cui si sta discutendo da mesi; una struttura, in sostanza, per 200 detenuti invece che per 300, con relativa diminuzione della volumetria. Una carambola che ha sorpreso non pochi. Sindaco Fumagalli, è andato a Roma. Con che esito? «Positivo. Le mie richieste di ridimensionamento del progetto sono state accolte positivamente. Naturalmente sono state accolte a parole, ora dovrà partire l’iter burocratico, una precisa richiesta scritta da parte nostra».
Una iniziativa che ha sorpreso un po’ tutti. «Vedremo adesso cosa tireranno fuori quelli che si oppongono al progetto. Hanno criticato la locazione iniziale e l’abbiamo cambiata, hanno criticato il numero dei detenuti e ho provveduto a ridurli».
Una mossa, diciamo così, irrituale. Non teme che possa al contrario accrescere gli scontenti e dare il là ad altre critiche? «Ci criticano quando non riusciamo a sfruttare gli appoggi a Roma. Ora che a Roma mi hanno garantito il sostegno, voglio vedere cosa potranno dire. Saranno soddisfatti?».
Ne dubito. Ma colpisce il fatto che il viaggio sia avvenuto quando la commissione urbanistica avrebbe potuto già approvare un progetto già definito. «Non sarebbe mai passato in commissione quel progetto, ci sarebbero state difficoltà anche nella maggioranza. Quindi ho deciso di prevenire le obiezioni».
Quindi martedì sera, quando sarà convocata una nuova commssione urbanistica, cosa succederà? «Si potrà cominciare a discutere del carcere a 200 posti».
Quindi ricapitolando: il carcere si farà, più piccolo, ma si farà a Bizzozero. E per quanto riguarda gli alloggi di edilizia residenziale pubblica contigui, previsti dalla stessa delibera? «Si andrà avanti col progetto. E non faremo una nuova San Fermo, come dice la sinistra che si sente sorpassata perché stiamo realizzando opere in favore degli anziani o dei più giovani. Sarà un quartiere elegante per il quale penseremo a soluzioni pregevoli come il cotto rurale».
E tornando al carcere: meno detenuti, meno metri quadrati? «L’area di 111 mila metri quadri prevista rimane la stessa, è un’area di rispetto. Cambierà invece la volumetria dello stabile».
Sull’area indicata, via Piana di Luco, non si torna indietro? «Assolutamente no, è un’area che si presta, pianeggiante, idonea»
Raimondo Fassa ha scritto che sarà un privato a costruire un collettore fognario che sarà utilizzato dal carcere. «Qualcuno deve dirmi chi ha detto al signor Fassa una cosa del genere, assolutamente non vera».
Sul destino dei Miogni c’è qualche cosa di certo, qualche trattativa in corso? «Intanto quel terreno è demaniale, il comune non incasserà una lira dal suo futuro utilizzo. Occorrerà poi fare una variante per destinarlo ad altra funzione, una parte sarà destinato a verde pubblico, un’altra parte sarà ricostruito ma in porzioni inferiori alle attuali».
E per quanto riguarda il nuovo penitenziario, quanto costerà al comune? «È noto, nulla. Sarà pagato tutto dal ministero di giustizia. E comunque Varese è capoluogo, con l’onere e l’onore di avere un carcere come si deve»
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