Comitati contro Accam: “Si allungano i tempi per mantenere l’inceneritore”

La notizia del “protocollo segreto” tra la Città e la Regione fa insorgere anche i comitati ambientalisti che chiedono di rispettare il mandato originario “anche senza i tecnici del Politecnico"

Sono rimasti molto sorpresi anche loro, i membri dei comitati che stanno lottando contro Accam, nel leggere la dura presa di posizione di 11 sindaci dei comuni soci del consorzio proprietario dell’inceneritore contro Busto Arsizio. "Una situazione curiosa. O incomprensibile", la definiscono in una nota nella quale esprimono anche "di sostenere in toto la posizione dei Comuni dell’altomilanese, firmatari della lettera, che chiedono condivisione delle scelte e mantenimento dei tempi stabiliti, e ci uniamo alla loro richiesta di risposte da parte dell’Ente regionale". I comitati, infatti, avevano molto insistito attraverso i comuni più restii ad approvare il progetto di revamping ed erano riusciti a portare al tavolo di esperti in Regione Lombardia anche un esperto molto apprezzato nel mondo dei "rifiuti zero".

 

L’aspetto sul quale sorgono i dubbi è che "il gruppo di lavoro si incontra. Una volta, due volte, tre volte, quattro volte, cinque volte. Ma ogni volta dei membri del Politecnico non c’è traccia". Il tavolo di lavoro, infatti, prevedeva anche l’assistenza di alcuni studiosi dell’università milanese ma, al momento, nessuno conosce le motivazioni di questa assenza. "Voci di corridoio parlano di un mancato accordo economico con la Regione che dovrebbe finanziare la  loro partecipazione -scrivono i comitati- Intanto il tavolo continua il suo lavoro come da mandato ricevuto e oggi è alla stretta conclusiva" fino a quando si scopre che questo lavoro potrebbe essere inutile a seguito del protocollo "segreto" firmato tra la Regione e il comune di Busto. Dal momento che non sono noti i contenuti di tale protocollo i comitati avanzano alcune ipotesi che vi proponiamo integralmente

Che l’allungamento dei tempi sia stato chiesto dalla Regione per far rientrare i latitanti “convitati di pietra” del Politecnico?
Che a questa scelta non sia estranea la volontà di chi, volendo spingere per il mantenimento di un impianto di incenerimento, magari parziale, ha necessità di qualche nuovo alleato per rendere più autorevole una posizione difficilmente sostenibile? 

E ci domandiamo: a questo punto non sarebbe più corretto, per rispetto del lavoro svolto dai tecnici e del ruolo dei Comuni soci, che Regione Lombardia svolgesse un’azione super partes sostenendo il lavoro dell’intero tavolo anziché un singolo Ente, dato che ciò creerà inevitabilmente una disparità di mezzi tra gli operatori?

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Pubblicato il 08 Luglio 2014
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