Il ristorante confiscato alla mafia rinascerà come sede “sociale”
Grazie alla bontà del progetto presentato da Aspi e +di21 sono arrivati i finanziamenti dalla Regione per i lavori di adeguamento della struttura: la struttura sarà consegnata nei primi mesi del 2014
Da ristorante e night proprietà di un malavitoso, a luogo di socializzazione e autonomia per persone con sindrome di down o parkinson: è la storia di un immobile confiscato al clan camorristico Fontanella nel 2010, affidato al Comune di Cassano, che nei prossimi mesi diventerà, grazie al progetto di due associazioni cassanesi, un centro per persone con sindrome di down o parkinson.
«La prima telefonata che ho ricevuto da sindaco – ricorda Nicola Poliseno- è stata proprio quella dell’Aler che mi comunicava
che grazie al progetto delle associazioni +di21 Onlus e Aspi il locale sarebbe stato riconsegnato al Comune se noi avessimo contattato la Regione per i finanziamenti necessari per i lavori di adeguamento richiesti». E i finanziamenti, tutti i centomila euro richiesti, sono arrivati. «Per questo non possiamo che ringraziare la Regione che da subito ha sposato la causa» chiarisce Poliseno (nella foto con Antonella Cibin di +di21 e Giulia Quaglini di Aspi, a sinistra, oltre agli assessori Lodrini e Coghi, a destra). Il locale in questione, in via Brunelleschi 24, era un ristorante intestato ad un malavitoso e per questo è stato confiscato dallo Stato. Nella cantina dell’edificio inoltre era organizzato un locale stile night.
Fortunatamente ora tutto questo è solo passato. Oggi sono state infatti aperte le gare d’appalto per i lavori che interesseranno l’area, l’intenzione è quella di dare alle associazioni lo stabile nei primi mesi del prossimo anno. Merito della rinascita di questo ex ristorante va dunque all’Aspi cassanese e alla Onlus +di21. Il loro progetto è quello di utilizzare il locale come luogo di socializzazione: sarà infatti mantenuto l’aspetto gastronomico, anche se non aperto al pubblico, per far si che i ragazzi affetti da sindrome di down possano responsabilizzarsi e prendere consapevolezza dei propri mezzi. Per farlo si sta cercando anche l’appoggio di un istituto alberghiero della zona. A questo sarà ovviamente affiancata un’attività di laboratori portata avanti in particolare dall’Aspi. L’amministrazione ha concesso in comodato d’uso gratuito l’edificio per cinque anni, ma la cosa più importante è che l’operato delle associazioni possa cancellare la macchia che il ristorante era per la città di Cassano.
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