Debiti del passato, il Comune bussa alla porta delle società calcistiche
Al 31 dicembre 2011 i debiti erano a quota 166mila euro, ora il Comune vuole recuperarli "ma senza mettere in difficoltà". Le società fanno giocare 1200 bambini: "Dobbiamo trovare un accordo"
Debiti per 166mila euro, che il Comune chiederà di pagare progressivamente ma che per le società calcistiche gallaratesi rappresentano un problema. «Rischiamo di lasciare i ragazzi in mezzo alla strada» spiega il presidente della Crennese, una delle società che a Gallarate fanno giocare complessivamente oltre 1200 ragazzi dai 5 ai 16 anni.
La questione pare aperta da diversi mesi, tra società calcistiche e amministrazione comunale. Ne ha riferito in consiglio comunale (in una discussione sulla situazione di un’altra società sportiva, il Nuoto Club Glalarate) l’assessore al bilancio Alberto Lovazzano: «La Gallarate Nuoto non è unica ad avere posizioni debitoria, le società calcistiche al 31.12.11 avevano debiti per 166.534,91 euro: non pagava niente nessuno, dal 2001 le società sportive non pagano un ghellino». L’assessore ha ironizzato sul trattamento del passato («era rispettata la par condicio creditoria, nel senso che non pagava nessuno») e spiegato che si intende ora far rientrare le società dai debiti verso il Comune. «Esigeremo quanto dovuto, ma c’è l’intenzione di non vessare le società sportive e non metterle in difficoltà nella loro attività, che è meritoria. Esiste il debito che va onorato, vediamo di trovare soluzioni che non mettano in difficoltà le società».
Di certo, la prospettiva di rientrare di 166mila euro complessivi (fino a fine 2011) non lascia tranquille le società calcistiche cittadine, che hanno posizioni debitorie differenti. «Per le società sicuramente è un problema, ma nessuno si tira indietro» dice Gezim Elmazi, presidente della Crennese. «Il problema non sono i debiti, ma il fatto che sono maturati in 10-12 anni. Perché le società hanno accumulato debiti e nessuno ha chiesto dall’amministrazione?». Anche nel merito, in realtà, almeno la Crennese contesta l’entità delle cifre, anche se conferma l’intenzione di discutere per trovare un accordo sul debito. «Sono soldi che le amministrazione avrebbero dovuto azzerare, ce lo dicevano sindaci e assessori quando venivano in visita. Il Comune non ha mai dato soldi alle società, quelli contestati sono i soldi delle utenze». E su questo versante, dice la Crennese, «il Comune non vedeva con lo stesso occhio le società».
Ancora Elmazi ricorda comunque che la presenza delle società sportive «è un servizio sociale, con 1270 tesserati dai 5 anni ai 16 anni, alla Crennese anche fino a 40 anni», sostenuta anche dal volontariato. «Da due anni l’amministrazione non riesce a trovare un accordo, si va avanti con le proroghe. Servono impegni precisi, loro e noi: altrimenti i ragazzi finiscono in mezzo ad una strada».
E se il dibattito è aperto da tempo tra Comune e società sportive, ora diventa anche tema di dibattito politico, anche a seguito dell’articolata richiesta di chiarimenti che il PdL ha presentato sulla situazione del Nuoto Club Gallarate, da due anni ormai al centro della polemica politica: indirettamente il PdL ha anche chiesto di far rientrare dal debito il Nuoto Club anche con azioni esecutive di recupero dei crediti. Una via inopportuna, secondo l’assessore Lovazzano, che ha confermato i piani: «La Gallarate Nuoto sta pagando in termini consistenti il suo debito: non intendiamo fare decreti ingiuntivi, nè per la Gallarate Nuoto, né per le società calcistiche».
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