“Io bloccata a Dubai con la mia bambina di 15 mesi”
Tiziana è partita per gli Emirati il 20 febbraio per far ricorso ad alcune cure mediche. "Stiamo finendo i soldi e non riusciamo a tornare"
Un’odissea che ad oggi non vede conclusione. È quella che sta vivendo Tiziana Laudonia, una mamma di Lonate Pozzolo che si trova a Dubai senza possibilità di fare ritorno in Italia.
La ragione è sempre la stessa: i blocchi causati dall’emergenza coronavirus.
È lei a raccontare la sua storia dopo averci contattato su facebook: “Io e mia figlia di 15 mesi siamo arrivate a Dubai il 20 febbraio per motivi di salute, avevamo bisogno di particolare assistenza. Si parlava di coronavirus, già allora, ma scuole e asili erano aperti e quindi siamo partite abbastanza tranquille. Il 15 marzo avevamo il volo per rientrare”.
E invece la situazione è “precipitata”, prima in Italia e poi a seguire nel resto del mondo.
“Emirates ha cancellato il nostro volo diretto – spiega Tiziana – Da quel momento si è aperta la caccia al biglietto: dovevamo trovare un aereo che ci riportasse a casa.
Mi hanno proposto di andare a Monaco perché tutti i voli su Milano e Roma sono stati cancellati fino al 20 maggio. Dopo una lunga trattativa con la compagnia aerea sono riuscita ad ottenere un biglietto per me e mia figlia: da Monaco avrei poi dovuto trovare un mezzo per tornare in Italia. Sono riuscita a fatica a comprare un biglietto per Roma, ma hanno cancellato anche quello. Così abbiamo perso anche i soldi del biglietto Alitalia!”
La ricerca continua e Emirates mette Tiziana in lista d’attesa sul volo per Zurigo: data 24 marzo.
“Non siamo riuscite ad essere ammesse. Dal giorno 25 marzo gli aeroporti degli Emirati sono chiusi fino al 15 aprile ed Emirates ha cancellato tutti i suoi voli fino al 20 maggio!”
In tutto questo Tiziana non riesce a prendere contatti né con l’ambasciata né con il consolato: solo dopo lunghe insistenze riceve un’email dall’ambasciata che la invita a insistere con l’agenzia per trovare un volo di rientro in Italia con scali.
“Dubai è carissima: un pannolino costa 50 centesimi, un omogenizzato 3 euro. Non sto a dire quanti soldi sto spendendo e il portafogli è ormai svuotato. Mi risultano 82 italiani bloccati ma io non sento parlare di noi. Sembriamo dimenticati. Se dovessero finirmi i soldi, sarei costretta a diventare una senza tetto e potrei essere anche essere arrestata”
Tra divieti e biglietti a prezzi folli Tiziana cerca una “via di fuga” per lei e sua figlia. “Noi non siamo venute qui in gita di piacere, non sono un’irresponsabile. Chiedo solo che l’Italia si ricordi di noi e ci aiuti a tornare a casa”.
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