Al cuore dell’affido familiare

“FA.RE. - famiglie in rete” è un progetto che promuove l'accoglienza e la solidarietà familiare negli ambiti territoriali di Cittiglio, Luino e Piambello

Fa.Re Famiglie in Rete

Il progetto “FA.RE. – famiglie in rete” sta coinvolgendo gli Ambiti territoriali di Cittiglio, Luino e Piambello nella promozione dell’accoglienza e della solidarietà familiare attraverso azioni specifiche: il sostegno all’affido, l’attivazione di famiglie che aiutino altre famiglie in difficoltà, la formazione delle famiglie candidate e delle operatrici dei Servizi sociali e incontri di informazione e approfondimento come quello che avverrà il 27 Gennaio online. 

Nell’equipe di lavoro di L’Aquilone Cooperativa Sociale, Valentina Satriano è l’assistente sociale di riferimento: questo ruolo professionale spesso intimorisce le famiglie, perché vi associano guai in vista. Abbiamo così pensato di intervistarla, per capire meglio il senso del suo lavoro all’interno di questo progetto. 

Valentina, sei assistente sociale da una quindicina d’anni, hai lavorato con circa 250 famiglie: qual è il filo rosso che unisce tutte queste esperienze?

Ogni famiglia è una sorpresa, non sai mai cosa ti racconterà della sua vita e delle sue esperienze, ma ciò che accomuna tutte le famiglie che ho incontrato è la voglia di aprire la porta della propria casa! Stringersi un po’ per allargare lo spazio. La famiglia ha tante risorse ed accettare un minore (e in qualche modo la sua famiglia) con le sue difficoltà, vissute ed attuali, ti fa capire che puoi metterti in gioco: certo, ti accadono cose che altrimenti non ti sarebbero accadute, ma non ti spaventi e provi a vivertele. Non sono poche le famiglie che quando vengono a conoscenza di questa possibilità di accoglienza, sentono che si apre per loro un’occasione di novità e di crescita. 

Sembrerebbe una decisione da spendersi forse più facilmente se sei single, ma se sei una coppia e se si hanno figli? 

Tutto si amplifica: le persone in gioco e le emozioni si moltiplicano. Tutto cresce: la maggior parte delle famiglie con figli ci dice che è proprio grazie a loro che l’ affido funziona, è attraverso di loro che passa il sentirsi accettato del minore accolto. Io lavoro in equipe, con colleghe psicologhe e pedagogiste, ma rimango un punto di riferimento perché sono custode del desiderio che ci sia cura…e questo le famiglie lo sentono. 

Quando ti accorgi che un affido sta funzionando?

Quando vedo e sento che la famiglia sta crescendo insieme ed attorno al minore che sta accogliendo.  Crescere vuol dire riuscire a superare un ostacolo che sembra bloccare o mandare a monte tutto, fare una cosa in più che non era dovuta, intuire il momento ed il modo giusto per dire delle cose che una operatrice non riuscirebbe mai a cogliere. 

Ad esempio: proprio in questi giorni una mamma affidataria si è accorta che la mamma del ragazzino che accoglie part time stava male da giorni e le ha dato una mano attivando medici e prenotazioni, sapendo che così avrebbe fatto il bene del ragazzo.

Hai qualche rammarico?

Sì, capita che si presentino situazioni di minori che necessitano di una famiglia, ma il Servizio Affidi non ha in quel momento una famiglia affidataria adatta ai loro specifici bisogni. Le famiglie che si candidano all’affido non sono tantissime, le situazioni dei minori sono, a volte, molto complesse e necessitano di una valutazione accurata. Non si può improvvisare quello che è uno dei momenti più importanti del nostro lavoro e talvolta purtroppo capita di non avere la risposta più adatta.

Con la pandemia è cambiato qualcosa?

Emergono sempre più situazioni di famiglie fragili che non hanno o hanno perso chi le aiutava quotidianamente nella vita familiare e nella crescita dei figli. Per questo il lavoro del nostro Servizio Affidi si è ampliato nella ricerca di persone che possano affiancare le famiglie in difficoltà con azioni molto concrete: spesso si tratta di madri o padri soli che non sanno come districarsi tra la scuola, le incombenze quotidiane, gli aiuti che potrebbero ricevere dai servizi sociali comunali. A tutto ciò si sono aggiunte le difficoltà connesse alle ondate di contagio.

Avere una rete di persone disponibili a dare una mano, anche solo per qualche momento durante la settimana, diventa una ricchezza. 

Questo è proprio l’aspetto innovativo del progetto  “FA.RE. – famiglie in rete”: un sostegno più informale fra famiglie; sono i vecchi rapporti di solidarietà e buon vicinato resi più forti dal supporto professionale delle nostre operatrici.

Valentina, in conclusione, cosa puoi suggerire a chi fosse interessato ad approfondire?

Il primo appuntamento utile è il 27 gennaio alle ore 18 ed è un incontro in modalità online: è un incontro di promozione dell’affido aperto a tutti, in particolare alle famiglie che abitano nel territorio del Piano di Zona di Arcisate.

Per informazioni sui percorsi di informazione e formazione per le famiglie, oltre che per prenotare la propria presenza agli eventi, rivolgersi all’indirizzo fa.re@vallidelverbano.va.it

Famiglie in Rete – DGR 2315 del 2019 – Sperimentazione interventi e servizi per la famiglia
Progetto finanziato con il contributo di Regione Lombardia – ATS Insubria capofila del progetto

divisionebusiness@varesenews.it

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Pubblicato il 20 Gennaio 2022

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