“Due settimane per dare l’ultimo saluto a mio padre. Un’indecenza”

Un lettore che denuncia di aver aspettato troppo per poter effettuare la cremazione dell’anziano genitore. Colpa di un fax non arrivato all’Asl dall’agenzia funebre: “Mancanza di rispetto per il defunto e per i famigliari”

Di seguito pubblichiamo la lettera del lettore Simone Gerosa che vissuto oltre due settimane senza poter effettuare la cremazione di suo padre. Alla lettera segue anche la risposta delle Pompe Funebri Broggini che hanno gestito la situazione. L’Asl è stata interpellata per una risposta, ma non è ancora giunta alla redazione.
In questo ritardo sono coinvolti, oltre all’agenzia, anche l’Asl e il crematorio. Resta il fatto che, come dice lo stesso Gerosa al termine della lettera, “è stata un’attesa assolutamente assurda, inaccettabile e scandalosa, rivelando una grossa mancanza di rispetto sia per il defunto che per i famigliari”.

La lettera di Simone Gerosa
buongiorno direttore,
sono Simone Gerosa, e mi permetto di scriverle per metterla a conoscenza di un fatto scandaloso. Lo scorso 21 settembre, dopo una malattia mio padre Enrico, domiciliato presso una struttura protetta di Tradate, in quanto soffriva di Alzahimer, ci ha lasciato. Ci siamo rivolti ad un ‘impresa di pompe funebri, riferendo che era desiderio di mio padre essere cremato.
Essendo lui un portatore di pace maker, i miei fratelli ed io siamo stati messi al corrente che questo apparecchio doveva essere tolto prima della cremazione, che l’impresa avrebbe provveduto lei stessa al tutto nei primi giorni della settimana successiva al funerale, avvento il venerdì 23 settembre.
Purtroppo i giorni passavano e siamo arrivati al fine settimana successivo, sabato 1 ottobre, sempre senza avere nessuna notizia. Quando lunedì 3 ottobre ci siamo rivolti telefonicamente alle pompe funebri competenti, chiedendo il perché di tanto ritardo, dispiaciuti e con toni abbastanza accesi, ci è stato risposto in maniera brusca che le pratiche per l’asportazione del pace maker erano state già state inoltrate la settimana precedente via fax, ma non erano arrivate al medico legale della Asl che avrebbe dovuto occuparsi di questo intervento.
Finalmente, dopo ulteriori telefonate insistenti da parte nostra, il martedì 4 ottobre al mattino, il medico legale ha tolto questo benedetto pace maker, convinti che la cremazione potesse essere svolta quel pomeriggio cosa che invece è avvenuta, a causa di ragioni interne al crematorio, solo il venerdì 7 ottobre.
Mio padre e’ rimasto 14 giorni ad attendere di poter riposare in pace! Questa è stata un’attesa assolutamente assurda, inaccettabile e scandalosa, rivelando una grossa mancanza di rispetto sia per il defunto che per i famigliari!

La risposta dell’agenzia di Pompe funebri Broggini di Caronno Varesino:
A livello di impresa abbiamo fatto tutto il possibile. Ci sono state incomprensioni con l’Asl, un continuo rimpallo di responsabilità; inoltre il forno crematorio è rimasto fermo per cinque giorni per manutenzione. Tutto questo ha fatto sì che passassero le due settimane come racconta la famiglia Gerosa. I parenti si sono sicuramente indispettiti e hanno ragione, la situazione non è stata piacevole.
Ma reputo di aver fatto tutto il possibile per risolvere la situazione, anche alzando la voce con l’Asl che spesso non si accorge di avere di fronte delle persone che soffrono. Siamo noi agenzie gli intermediari e noi ci siamo mossi per cercare di capire. Dove non possiamo più gestire la cosa, sono gli enti che dovrebbero rispondere. A mio parare la nostra gestione è stata fatta a dovere. È incredibile che l’Asl prima di muoversi in un caso come questo per l’asportazione del pace maker attenda la lettera via posta e che non sia sufficiente il fax. Siamo comunque vicini alla famiglia per quanto successo.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 ottobre 2011
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